Bastoni, la risposta alla Francia: Di Canio premia il coraggio
Il difensore dell’Inter ha trasformato le parole della vigilia in una prestazione concreta, segnando il gol che ha permesso all’Italia di pareggiare a Parigi.
Alessandro Bastoni ha lasciato il Parco dei Principi con un gol e una risposta concreta alle perplessità nate dopo la prova negativa contro la Bosnia. Il pareggio per 1-1 ottenuto dall’Italia contro la Francia ha riacceso fiducia intorno agli Azzurri e convinto Paolo Di Canio, che ha analizzato la partita negli studi di Sky Sport.
Secondo l’ex attaccante, il difensore dell’Inter ha mostrato quell’atteggiamento sicuro di sé che può diventare un valore soltanto quando viene accompagnato dai fatti. La rete dell’1-1, arrivata con un inserimento deciso, ha dato sostanza a una personalità già emersa nella conferenza stampa precedente alla gara.
Bastoni trasforma le parole in gol
Di Canio ha sottolineato come i centrali italiani siano rimasti concentrati e ordinati per tutta la sfida, concedendo poche occasioni semplici agli avversari. La Francia ha mantenuto a lungo il possesso e poteva contare su una qualità superiore, ma la compattezza della squadra ha impedito che la pressione si trasformasse in numerose palle-gol.
L’ex attaccante ha anche chiarito che Bastoni non aveva responsabilità dirette sulla posizione occupata in occasione della rete francese. Nonostante questo, il difensore ha reagito con aggressività e lucidità, trovando poi il gol del pareggio. «Mi piacciono i giocatori spavaldi che fanno i fatti», ha osservato Di Canio, spiegando che l’errore contro la Bosnia deve restare un riferimento da superare, non un peso permanente.
Mancini cerca nuove soluzioni
Nel giudizio complessivo sulla Nazionale, Di Canio ha accostato il primo tempo disputato in Turchia alla prestazione offerta contro la Francia. A suo avviso, il mix tra una gara dominata contro un avversario alla portata e una partita in cui l’Italia ha saputo accettare il palleggio dei transalpini può rappresentare la base per tornare competitivi.
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Il commentatore ha poi parlato di Roberto Mancini, sostenendo che le critiche abbiano avuto un effetto sul commissario tecnico. Le prime dichiarazioni dell’allenatore sarebbero state eccessive, ma Mancini, secondo Di Canio, possiede l’intelligenza necessaria per comprendere che senza risultati la pressione su di lui aumenterebbe.
Il dubbio sulla posizione di Dimarco
Tra i temi tattici affrontati c’è anche Federico Dimarco. Di Canio non lo considera una soluzione naturale come quarto di difesa, pur riconoscendone la spinta, la qualità e la capacità di accompagnare l’azione.
Il problema, nella sua lettura, riguarda soprattutto il rischio fisico legato alle continue accelerazioni e la difficoltà di riprodurre in Nazionale gli stessi meccanismi che il giocatore sviluppa all’Inter. Per valorizzarlo servirebbero movimenti coordinati, alternanze precise e maggiore collaborazione nella fase senza palla, non soltanto la ricerca dell’ultimo passaggio o della corsa sulla fascia.
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