Arteta-Arsenal, il futuro è blindato fino al 2030: la svolta
Il tecnico spagnolo ha esteso l’accordo con il club londinese, trasformando una scadenza imminente in una prospettiva di lungo periodo.
Il rapporto tra Mikel Arteta e l’Arsenal continuerà per altri anni: il club londinese ha ufficializzato il prolungamento del contratto dell’allenatore spagnolo fino al 30 giugno 2030. Il precedente accordo sarebbe terminato alla fine della stagione in corso.
Arteta resta il punto di riferimento
Arrivato sulla panchina dell’Arsenal nel 2019, il tecnico 44enne ha guidato la squadra alla conquista di una Premier League, una FA Cup e tre Community Shield. Nel bilancio del suo percorso figura anche la finale di Champions League persa ai rigori contro il Paris Saint-Germain nella scorsa stagione.
L’annuncio è stato diffuso direttamente dalla società attraverso i propri canali ufficiali. Con il nuovo accordo, Arteta potrà quindi proseguire il lavoro iniziato sette stagioni fa e accompagnare il club in una fase importante della sua storia, segnata dai 140 anni dalla fondazione.
Il messaggio dell’allenatore
Arteta ha accolto il rinnovo definendolo un motivo di orgoglio per sé e per la propria famiglia. «È un privilegio legare il mio futuro al club e continuare a lavorare con persone eccezionali che desiderano il meglio per l’Arsenal», ha dichiarato il tecnico.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
L’allenatore ha sottolineato il rapporto costruito con la società e con i tifosi, oltre alla fiducia ricevuta da Stan e Josh Kroenke, i due co-presidenti. Secondo Arteta, il percorso condiviso ha già prodotto ricordi importanti, ma rappresenta soltanto l’inizio di ciò che Arsenal e squadra possono ancora realizzare insieme.
Il tecnico ha infine ribadito il legame con il pubblico londinese, spiegando di percepire l’affetto e il rispetto dei sostenitori. Il nuovo contratto estende così la sua responsabilità sulla panchina e consolida la continuità del progetto sportivo del club.
Continua a leggere
Marassi, la sfida dell’Europeo: le gradinate dovranno diventare tutte a sedere
La candidatura italiana a Euro 2032 impone stadi senza settori in piedi, con conseguenze soprattutto per lo storico Luigi Ferraris di Genova.
Quattro italiani in campo: la sfida per riaccendere il calcio azzurro
Alla Camera è stato presentato il libro di Cristiano Pasero, che lega il rilancio dei vivai a una nuova idea di appartenenza sportiva
McTominay, arriva il via libera: quando può tornare in campo col Napoli
Dopo l’ablazione eseguita a Manchester per un’aritmia cardiaca benigna, il centrocampista scozzese potrà riprendere il lavoro con la squadra.
Roglič senza rivali: il trionfo europeo a Šenčur
Lo sloveno conquista la prova contro il tempo davanti ad Armirail e Decomble; settimo posto per Marco Frigo nella gara di 22 chilometri