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Sport 2 min di lettura2 ore fa

Marassi, la sfida dell’Europeo: le gradinate dovranno diventare tutte a sedere

La candidatura italiana a Euro 2032 impone stadi senza settori in piedi, con conseguenze soprattutto per lo storico Luigi Ferraris di Genova.

Le storiche gradinate del Luigi Ferraris di Genova potrebbero cambiare aspetto in vista di Euro 2032. Se l’impianto di Marassi verrà confermato tra quelli destinati a ospitare le partite, ogni spettatore dovrà avere una seduta assegnata: la normativa Uefa non ammette infatti posti in piedi durante il torneo.


A Marassi il cambiamento è già previsto

Il vincolo riguarda direttamente le curve Nord e Sud, tradizionalmente occupate dai sostenitori di Genoa e Sampdoria. Il progetto di rinnovamento dello stadio comunale, candidato per la competizione continentale, non prevede settori destinati alla presenza in piedi.

A chiarirlo è stato il ministro per lo Sport Andrea Abodi, rispondendo alla Camera a un’interrogazione presentata da +Europa. Secondo le informazioni raccolte dagli uffici tecnici, l’intervento sarebbe già stato impostato nel rispetto dei requisiti richiesti per la manifestazione del 2032.


La deroga non vale per Euro 2032

La Uefa ha mantenuto per molti anni il divieto di posti in piedi negli impianti utilizzati per le proprie competizioni. Tra il 2022 e il 2024 è stata avviata una sperimentazione che ha portato all’introduzione di possibili eccezioni, applicabili soltanto in determinati tornei e quando anche le norme nazionali lo consentono.

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Questa apertura, tuttavia, non comprende il campionato europeo del 2032. Per gli stadi candidati alla rassegna sarà quindi necessario garantire esclusivamente posti a sedere, senza possibilità di ricorrere alla deroga sperimentata in altri contesti.


La scelta per Genova

Abodi ha spiegato che le istituzioni restano disponibili a confrontarsi con tutti i soggetti coinvolti nella trasformazione del Ferraris. Il punto di partenza, però, non cambia: Genova dovrà decidere se proseguire con un progetto compatibile con la candidatura europea oppure abbandonare il percorso legato a Euro 2032.

Nel secondo caso, ha precisato il ministro, si potrebbe lavorare a un piano differente, capace di includere anche la soluzione dei posti in piedi adottata in via sperimentale da altri Paesi. La partecipazione al torneo e il mantenimento dell’attuale impostazione delle gradinate rappresentano dunque due strade alternative.

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