Fimmg, la sfida di Biancalani: più giovani e nuove tutele
Il medico toscano prende il posto di Silvestro Scotti e indica nel prossimo accordo nazionale uno dei primi obiettivi del mandato
Rinnovare il rapporto di lavoro, rafforzare le garanzie per i medici e rendere la medicina generale più attraente per le nuove generazioni: sono questi alcuni degli obiettivi indicati da Niccolò Biancalani dopo la sua elezione alla guida della Fimmg.
Il prossimo accordo è già una priorità
Tra i primi dossier del nuovo segretario nazionale c’è il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale 2025-2027. Il negoziato dovrebbe partire dopo l’emanazione dell’Atto di indirizzo, attesa a breve.
Biancalani considera decisivo il futuro accordo per trasformare in pratica le novità già contenute nei precedenti ACN e nell’accordo stralcio di giugno. «Sarà un accordo fondamentale per dare piena attuazione alle innovazioni introdotte dai precedenti ACN e dall’accordo stralcio di giugno», ha spiegato.
Una squadra con più spazio ai giovani
Con il nuovo segretario è stato scelto anche l’Esecutivo generale nazionale della Federazione. La squadra, composta da otto persone, presenta un’età media di circa 48 anni e si caratterizza per un ricambio generazionale significativo, senza rinunciare al contributo di dirigenti con una lunga esperienza nella storia della Fimmg.
Ne fanno parte Pier Luigi Bartoletti, Carlo Curatola, Antonio Pio D’Ingianna, Alessandro Dabbene, Noemi Lopes, Enrico Peterle, Alessandro Rubino e Giuseppe Zagami. Nel gruppo dirigente complessivo, sei componenti su nove hanno meno di 50 anni. Silvestro Scotti, invece, assume l’incarico di presidente dopo aver lasciato la segreteria nazionale.
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Biancalani raccoglie il testimone
La scelta del nuovo segretario è arrivata durante l’85/mo congresso della Fimmg, riunito a Villasimius, in provincia di Cagliari. Biancalani, 44 anni e originario di Prato, arriva al vertice nazionale dopo l’esperienza come segretario regionale della Fimmg Toscana.
Il nuovo incarico segna la conclusione del decennio di Scotti alla guida del principale sindacato italiano dei medici di medicina generale, iniziato nel 2016. Biancalani ha collegato il futuro della categoria a una trasformazione dell’assistenza sul territorio: «Dobbiamo innovare la medicina generale attraverso più tutele, migliori condizioni di lavoro, maggiori risorse e una rete territoriale nella quale il medico di famiglia mantenga un ruolo centrale». L’obiettivo, ha aggiunto, è recuperare l’orgoglio professionale e favorire l’ingresso dei giovani.
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