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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Quattro italiani in campo: la sfida per riaccendere il calcio azzurro

Alla Camera è stato presentato il libro di Cristiano Pasero, che lega il rilancio dei vivai a una nuova idea di appartenenza sportiva

Il rilancio del calcio italiano potrebbe passare da una scelta precisa: imporre alle squadre l’impiego di almeno quattro calciatori eleggibili per la Nazionale. È la proposta al centro del volume «La rivoluzione azzurra - la regola dei 4 italiani in campo per riprenderci il mondo», presentato alla Camera dei Deputati.

L’idea non si limita al possesso del passaporto italiano. Il progetto punta infatti a riconoscere il percorso compiuto nei vivai e nelle strutture sportive del nostro Paese, introducendo il principio della cittadinanza sportiva.


La formazione vale più del passaporto

Secondo Cristiano Pasero, autore del libro, il numero di giocatori italiani dovrebbe essere calibrato in base al contesto e nel rispetto delle regole europee. «Qui non si parla di italiani di passaporto ma di formazione all’interno del territorio», ha spiegato durante l’incontro alla Camera.

La cittadinanza sportiva consentirebbe di considerare italiano un calciatore che abbia svolto in Italia una parte significativa del proprio percorso di crescita. In questo modo, la proposta intenderebbe tutelare sia il diritto europeo sia gli atleti formati nel Paese, senza legare automaticamente l’appartenenza sportiva alla nazionalità anagrafica.

Per applicare il modello, ha aggiunto Pasero, sarebbe necessaria una convergenza tra tutte le componenti coinvolte: società, istituzioni e mondo dello sport. Il meccanismo dovrebbe quindi inserirsi in una strategia condivisa, non essere soltanto un obbligo imposto ai club.

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Vivai e responsabilità educativa

Alberto Di Chiara, ex calciatore della Nazionale, ha espresso sostegno alla proposta e ha richiamato la necessità di aiutare le società a investire sui giovani italiani. L’obiettivo, nelle sue parole, è riportare il calcio a una dimensione più vicina a quella del passato, quando la crescita dei talenti aveva un peso maggiore nelle scelte dei club.

Durante la presentazione è intervenuta anche Elisabetta Lancellotta, deputata e consigliera nazionale del Coni. Il suo richiamo ha allargato il tema oltre la prestazione sportiva: «Lo sport non è solo competizione, ma è anche un’agenzia educativa, è cultura e deve essere visto come attenzione verso la società e verso le giovani generazioni».

Il libro propone dunque di affrontare la crisi del calcio italiano da due prospettive collegate: aumentare lo spazio per i giocatori formati nel territorio e riconoscere allo sport una funzione educativa e sociale. La regola dei quattro calciatori rappresenterebbe, in questa visione, lo strumento concreto per sostenere entrambe.

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