Arbitri, la svolta di Massini: «Più tutela e zero tolleranza
Il nuovo presidente dell’Aia indica le priorità del mandato: indipendenza finanziaria, riconoscimento professionale e maggiore unità interna
Francesco Massini assume la guida dell’Associazione Italiana Arbitri dopo un’elezione decisa da appena 20 voti. Il nuovo presidente ha già indicato le priorità del mandato: rafforzare l’autonomia economica, riconoscere agli arbitri di vertice uno status professionale e rivedere le regole, mantenendo le sezioni al centro dell’organizzazione.
Un’elezione sul filo e una nuova fase
Massini conosce già le responsabilità del ruolo: negli ultimi mesi aveva infatti svolto le funzioni presidenziali come vicario, dopo la decadenza dell’ex presidente Zappi. Il risultato elettorale, maturato sul filo di pochi consensi, rende ancora più urgente un lavoro orientato alla ricomposizione interna.
Intervistato da La politica nel pallone su Rai Gr Parlamento, il presidente ha chiarito di voler superare contrapposizioni e divisioni. «L’Aia non è di chi vince ma l’Aia è di tutti», ha affermato, spiegando di voler mantenere un rapporto diretto con la base e di considerare la serenità indispensabile per assicurare la regolarità di tutti i campionati.
Più tutele per i direttori di gara
Tra gli interventi annunciati c’è la professionalizzazione degli arbitri ai massimi livelli. Per Massini, chi opera stabilmente nel vertice del movimento deve essere riconosciuto come professionista soprattutto attraverso garanzie e tutele, non soltanto in termini economici.
Il nuovo presidente ha inoltre espresso apprezzamento per le modifiche regolamentari recentemente introdotte. A suo giudizio, le novità possono aumentare lo spettacolo e lasciano all’arbitro la responsabilità della decisione, pur in presenza di un Var considerato ormai indispensabile.
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Unità interna e tolleranza zero
Massini ha sostenuto la necessità di mettere le competenze a disposizione dell’intera associazione, riducendo il peso delle correnti e privilegiando una visione collettiva. «Servirà pensare più al noi che all’io», ha dichiarato, definendo l’Aia un’organizzazione sana e forte.
Nel suo intervento ha anche confermato la vicinanza a Gianluca Rocchi e la fiducia nei confronti degli arbitri e degli associati. Ha poi indicato la scuola arbitrale italiana come un modello di riferimento, sostenendo che possa tornare ai livelli del passato.
La violenza resta il confine invalicabile
Un capitolo specifico riguarda le aggressioni, soprattutto ai danni dei ragazzi che hanno appena iniziato ad arbitrare. Massini ha distinto l’errore, inevitabile nello svolgimento dell’attività, dagli atteggiamenti degli adulti contro i giovani direttori di gara.
«Sono dei delinquenti, è questo il termine. Da parte mia ci sarà tolleranza zero», ha detto, annunciando una linea intransigente contro la violenza. La protezione degli arbitri alle prime esperienze rientra così tra le questioni più immediate della nuova presidenza.
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