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Spettacolo 2 min di lettura1 ora fa

Vanzina, Roma diventa un giallo: il richiamo a Sorrentino

Alla Festa di Roma il regista presenta un mistero ambientato tra salotti, cinema e fragilità umane, con Massimo Ghini al centro di una rete di bugie.

Roma, con i suoi ambienti eleganti e le sue zone d’ombra, è il vero cuore del nuovo film di Enrico Vanzina. Alla Festa di Roma il regista ha presentato “La sera a Roma”, un giallo dai toni nostalgici che usa l’indagine criminale per raccontare ipocrisie, desideri e debolezze della società cittadina.

Vanzina ha definito l’opera il punto più maturo del proprio percorso cinematografico. “Volevo fare un film popolare che quando il pubblico lo vede dice: questo è fatto per me”, ha spiegato, sottolineando il desiderio di unire il gusto del cinema di genere alla descrizione delle fragilità personali. Il film nasce dal suo omonimo libro pubblicato nel 2018.

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Una Roma tra lusso e inquietudini

Il protagonista è Federico, interpretato da Massimo Ghini: un giornalista affermato e sceneggiatore indipendente, già autore di un film di successo. Il personaggio si muove con naturalezza tra redazioni, trattorie del centro, ambienti nobiliari e il mondo dello spettacolo, assumendo anche alcuni tratti riconducibili allo stesso Vanzina.

La sua vita cambia quando un importante intermediario della finanza romana, interpretato da Luca Ward, gli chiede di conoscere Domenico Greco, giovane aspirante attore deciso a entrare nel cinema. Federico lo riceve nella propria abitazione, ma poche ore dopo il ragazzo viene assassinato. Essendo stato una delle ultime persone a incontrarlo, il giornalista finisce inevitabilmente dentro l’inchiesta.


Il delitto apre molte crepe

Attorno a Federico si sviluppa una rete privata tutt’altro che semplice. È sposato con una studiosa francese, frequenta Claudia, insegnante di pilates legata alla vittima, e mantiene un rapporto intricato con Giulia, una principessa romana. Nel cast figurano anche Rocio Muñoz Morales e Martina Stella nei ruoli delle due donne, mentre Carlo Buccirosso e Ricky Memphis interpretano rispettivamente il commissario Margiotta e il cronista di nera Maselli.

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Ghini ha apprezzato soprattutto la scelta di affrontare il giallo senza affidarsi a formule già collaudate. “Una storia molto coraggiosa e interessante che mette a confronto persone che si portano dentro verità diverse, ipocrisie e sentimenti”, ha detto parlando dei personaggi, costruiti per non essere ridotti a un’unica caratteristica.


Il modello è La donna della domenica

Nel presentare il progetto, Vanzina ha descritto il film come “una sorta de La Grande Bellezza in versione giallo”. Tra i riferimenti dichiarati c’è anche La donna della domenica, il film di Luigi Comencini con Marcello Mastroianni e Jacqueline Bisset, tratto a sua volta da un romanzo e ambientato nell’alta società torinese.

L’obiettivo è combinare il passo dell’indagine classica con alcune aperture alla commedia e con un’attenzione particolare al ritratto sociale. Il risultato, nelle intenzioni del regista, vuole parlare sia agli spettatori più legati alla storia del cinema sia a un pubblico ampio, senza rinunciare ai richiami a Roma già raccontata da Flaiano, Pasolini, Fellini, Gadda e Sorrentino.

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