Giorni felici, il corpo che diventa libertà: la sfida di Nicchiarelli
Alla Festa di Roma la regista presenta il film tratto dal fumetto di Zuzu, con Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio alle prese con amore, memoria e violenza emotiva.
Una creatura goffa, piumata e difficile da contenere diventa la rappresentazione fisica di un disagio profondo: non riconoscersi nel proprio corpo, cercare amore e accorgersi troppo tardi delle dinamiche violente dentro una relazione. È da questa metamorfosi che prende forma “Giorni felici”, il nuovo film di Susanna Nicchiarelli presentato alla Festa di Roma.
L’opera nasce dal fumetto omonimo di Zuzu, pubblicato da Coconino Press, e affida i ruoli principali a Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio. Prodotto da Vivo Film e Rai Cinema, con distribuzione Lucky Red, il film rende la trasformazione attraverso protesi ed effetti realizzati artigianalmente, senza ricorrere alla grafica digitale.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La libertà passa dal riconoscersi
Nicchiarelli racconta di essersi avvicinata al progetto dopo essersi innamorata del lavoro di Zuzu e della sua capacità di disegnare figure femminili sproporzionate, impacciate, impossibili da ignorare. In quei corpi ha riconosciuto una sensazione personale: quella di sentirsi fuori misura e di percepire dentro di sé una componente istintiva che può mettere in crisi lo sguardo degli altri.
La regista ha collegato questa inquietudine all’età raccontata nel fumetto, quella intorno ai vent’anni, quando si cercano relazioni e identità mentre si impara a distinguere il disagio dalla normalità. Per lei, però, quel passaggio non si esaurisce con l’adolescenza: resta una fase di formazione che può accompagnare tutta la vita. «La libertà non è fare quello che ti pare. È capire chi sei e vivere secondo la tua natura», ha spiegato parlando del senso più profondo del film.
Una metamorfosi difficile da decifrare
La creatura che compare nella storia non viene presentata come una semplice fantasia visiva. Rimane incerto se siano gli altri a vederla davvero o se esista soltanto nello sguardo della protagonista, ma il suo significato è condiviso da tutti i personaggi coinvolti nella lavorazione: rappresenta ciò che emerge quando una parte di sé non può più essere nascosta.
Il progetto è nato anche dal confronto tra la regista, Zuzu e gli interpreti. L’autrice del fumetto ha condiviso le proprie esperienze sentimentali, mentre Nicchiarelli ha messo in comune ricordi e idee sull’amore. Scamarcio ha contribuito alla costruzione del punto di vista maschile dopo aver letto la sceneggiatura; Gamba, arrivata all’incontro con il fumetto, aveva già una visione precisa della protagonista.
Quando l’amore lascia i suoi fantasmi
Al centro del film c’è il peso di una relazione precedente, capace di condizionare anche un legame successivo più equilibrato. La protagonista continua a fare i conti con ciò che ha vissuto e non riesce a lasciarsi andare completamente al rapporto positivo che ha davanti. Il percorso, però, non conduce prima di tutto verso un nuovo compagno, bensì verso l’accettazione di sé e della propria storia.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Nicchiarelli ha sottolineato l’importanza di raccontare la violenza senza imporre un giudizio dall’esterno. Dare un’immagine a certe esperienze può aiutare gli spettatori più giovani a riconoscerle, mentre agli adulti offre l’occasione di tornare su rapporti che forse, all’epoca, non erano stati identificati come tossici. «Dare un nome alle cose, dare un’immagine, riconoscerle», ha detto la regista, indicando proprio in questo uno dei possibili effetti del film.
Il desiderio femminile senza filtri
“Giorni felici” affronta anche aspetti del corpo femminile raramente rappresentati nel cinema dal punto di vista delle donne. La protagonista attraversa la mestruazione, il desiderio sessuale non ricambiato e il disagio di sentirsi osservata attraverso criteri giudicanti. La sua esperienza mostra che anche il desiderio femminile può essere respinto e che questa eventualità merita di essere raccontata.
La componente animale diventa così ciò che gli altri percepiscono come eccessivo o minaccioso, ma anche la fonte dell’energia creativa della protagonista. Per la regista, alle donne viene spesso chiesto di ridurre la propria presenza, di non occupare troppo spazio e di non apparire aggressive. La creatura, invece, è volutamente impacciata e ingombrante: proprio nell’accettazione di questa parte scomoda può aprirsi una possibilità di libertà.
Un film costruito come un fumetto
La regia conserva la semplicità del linguaggio originale, con pochi movimenti di macchina e un uso dell’inquadratura ispirato alle tavole disegnate. Anche i carrelli laterali e la composizione delle scene cercano di restare dentro ciò che sarebbe possibile fare sulla pagina, trasformando una forma apparentemente essenziale in uno strumento per affrontare temi complessi.
Per Carlotta Gamba il lavoro sulla trasformazione ha richiesto un impegno fisico particolare. L’attrice ha indossato le protesi necessarie a costruire la creatura e, secondo Nicchiarelli, ha affrontato il percorso con grande disponibilità. La metamorfosi non serve però soltanto a stupire: è il modo con cui il film rende visibili la paura, la vergogna, il desiderio e la possibilità di smettere di nascondersi.
Continua a leggere
Faust, il corpo contro la tecnologia: la sfida di Castellucci
Al Teatro Argentina di Roma, lo spettacolo di Romeo Castellucci interroga il destino dell’essere umano davanti a una macchina priva di ascolto.
X Factor 2026, la sfida degli X Pass: Mengoni apre i Live
Giorgia potrà riportare in gara uno degli artisti esclusi alle Last Call, mentre Marco Mengoni inaugurerà la nuova stagione con un’esibizione speciale.
Giorni felici, quando l’adolescenza cambia il cinema
Il film di Susanna Nicchiarelli, interpretato da Carlotta Gamba e tratto da Zuzu, porta alla Festa del cinema di Roma una giovane protagonista fuori dagli schemi.
Valeria Golino a 61 anni: la libertà di smettere di piacere a tutti
Dagli esordi a sedici anni alla regia, l’attrice festeggia una carriera lunga quattro decenni e una nuova sicurezza conquistata con il tempo.