395notizie oggi Scopri i vantaggi
Spettacolo 3 min di lettura41 min fa

Un quadro scompare a Roma: Spollon indaga tra arte e segreti

Dall’11 novembre arriva su Netflix una serie in otto episodi ambientata tra capolavori, periferie e misteri legati al passato di un falsario.

Un dipinto di Artemisia Gentileschi sparisce dalla Galleria nazionale di Roma e, dietro il furto, potrebbe nascondersi una verità rimasta sepolta per anni. A provare a ricostruirla sono due uomini molto diversi: Cosmo Speranza, interpretato da Pierpaolo Spollon, e l’ispettore Angelo Tiberi, a cui dà volto Andrea Lattanzi.

Offerta del giorno18 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 74 giorni
*********


Il furto riapre una vecchia ferita

Cosmo possiede una capacità fuori dal comune: gli basta osservare un’opera per capire se si trova davanti a un originale oppure a una contraffazione. Un talento legato anche alla sua storia familiare, perché suo padre era considerato uno dei falsari più abili di Roma prima di togliersi la vita con un colpo di pistola.

Tiberi, invece, è un investigatore brillante ma attraversato da una marcata fragilità emotiva. L’incontro tra i due avviene per caso, tuttavia l’indagine sulla tela scomparsa li porta presto a riconoscere un legame tra il caso e la figura del padre di Cosmo, compresa la sua morte.


Una Roma lontana dalla cartolina

La serie, composta da 8 episodi, accompagnerà i protagonisti in un itinerario tra alcuni dei luoghi più riconoscibili e meno convenzionali della capitale. Il Pantheon, il Colosseo, Villa Medici e Trinità dei Monti convivono con il Gazometro, Piazza Navona e il Bosco Sacro di Bomarzo.

L’obiettivo dichiarato è mostrare una città fatta di contrasti, capace di passare dal centro storico alle periferie senza fermarsi all’immagine turistica. «Volevamo scrivere una serie che raccontasse Roma ma una Roma di contrasti, come dice il titolo, che mostrasse il centro ma anche le periferie, non una Roma da cartolina ma una città vissuta e insolita», ha spiegato il caposceneggiatore Umberto Gnoli.


Spollon e Lattanzi, coppia agli opposti

Nel gruppo degli interpreti figurano anche Matilde Gioli, nel ruolo della sorella di Cosmo, Romana Maggiora Vergano, che veste i panni della collega medico legale di Tiberi, e Aurora Giovinazzo, giovane mercante d’arte coinvolta negli affari con Cosmo.

Spollon ha descritto il rapporto tra i due protagonisti come il motore della componente comica e della riflessione sulle differenze. Per preparare Cosmo, l’attore ha dovuto modificare il proprio modo di muoversi e abbandonare un’idea iniziale più irregolare e aggressiva del personaggio. «Una delle capacità di Jan è destrutturarti», ha raccontato riferendosi al regista Jan Maria Michelini.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Lattanzi, alla sua prima esperienza nei panni di un poliziotto, ha invece studiato il linguaggio tecnico, frequentato una questura, provato le vetture di servizio e imparato a utilizzare una pistola vera durante l’addestramento. Per costruire Tiberi, ha spiegato, ha attinto in parte alla propria sensibilità e ha completato il personaggio con elementi completamente inventati.


L’arte entra nella mente di Cosmo

Quando osserva un quadro, Cosmo non si limita a esaminarne i dettagli. L’opera diventa per lui una sorta di spazio mentale in cui prendono forma intuizioni, ricordi e collegamenti, soprattutto quelli legati al padre e alla casa dell’infanzia.

Il regista ha spiegato che «quando Cosmo osserva un’opera d’arte, il quadro si spalanca e diventa uno spazio mentale». La creatività del protagonista nasce proprio da quel rapporto intimo con la bellezza, mentre la trama affronta anche i dubbi, gli errori e i ripensamenti che accompagnano il lavoro dell’artista.


Un accesso raro ai capolavori

Per realizzare Chiaroscuro, la produzione ha dovuto ottenere autorizzazioni per utilizzare opere appartenenti a epoche e ambiti diversi. Il lavoro ha richiesto l’intervento di avvocati e consulenti, oltre alla collaborazione con istituzioni e proprietari delle collezioni.

La troupe è riuscita anche a entrare in alcuni depositi blindati dove erano conservati veri dipinti di Van Gogh. La serie, firmata da Umberto Gnoli, Michela Straniero, Francesco Arlanch, Elena Bucaccio e Silvia Leuzzi e diretta da Jan Maria Michelini, sarà disponibile su Netflix dall’11 novembre, dopo la presentazione alla Festa di Roma.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere