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Spettacolo 3 min di lettura1 ora fa

Theranos, 45 milioni al cinema: il documentario di tre ore sogna gli Oscar

You Can See Everything ripercorre l’ascesa e la caduta di Elizabeth Holmes, mescolando osservazione diretta, interviste e ricostruzione dello scandalo Theranos.

Il caso Theranos torna al centro dell’attenzione negli Stati Uniti, questa volta attraverso un documentario che sta ottenendo risultati notevoli nelle sale. You Can See Everything, prodotto da A24, ha superato i 45 milioni di dollari d’incasso dopo due fine settimana e viene già indicato da diversi osservatori come possibile candidato agli Oscar.

La pellicola, della durata di tre ore, è arrivata al secondo fine settimana di programmazione in 2.655 sale americane. Il risultato commerciale ha rafforzato l’attenzione sul film, mentre la sua struttura insolita e la presenza di Amanda Seyfried alimentano le ipotesi su una candidatura anche per l’attrice.

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Holmes torna davanti alla macchina da presa

Nel 2023, trentaquattro giorni prima dell’ingresso in carcere di Elizabeth Holmes, la troupe ha raggiunto la casa sulla spiaggia di Del Mar dove l’ex imprenditrice abitava con il compagno Billy Evans, erede di una catena alberghiera californiana, e i loro due figli.

Nathan Fielder ha trascorso del tempo con Holmes, osservandola e ponendole domande nel tentativo di comprendere la sua personalità. La prima parte del documentario segue questa fase fino all’ingresso della donna in una prigione federale del Texas.

La regia è firmata dallo stesso Fielder, comico e intervistatore, insieme al documentarista Lance Oppenheim, autore al suo esordio nel cinema di finzione con Primetime. Secondo Variety, il film combina elementi del programma televisivo d’intrattenimento, osservazione quotidiana e indagine, con un tono definito “un circo psicodrammatico unico nel suo genere”.


Il caso Theranos resta il cuore della storia

Holmes aveva lasciato nel 2003 gli studi di ingegneria chimica ad Harvard per fondare Theranos. Il progetto prometteva analisi cliniche affidabili usando soltanto una quantità minima di sangue, attraverso un dispositivo collegato a un’applicazione, con l’obiettivo dichiarato di rendere alcuni esami più accessibili e meno costosi.

Nel giro di pochi anni, anche grazie ai suoi legami familiari, la società raggiunse una valutazione di 9 miliardi di dollari. Holmes possedeva metà del capitale e Theranos aveva raccolto oltre 400 milioni di dollari da investitori. Suo padre era stato vicepresidente di Enron, mentre sua madre aveva lavorato come assistente parlamentare di Charlie Wilson.

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Le indagini giornalistiche fecero però emergere un quadro molto diverso da quello presentato al pubblico. Numerosi risultati sarebbero stati alterati, l’applicazione non avrebbe funzionato come promesso e l’eventuale diffusione del sistema avrebbe potuto esporre a rischi la salute di milioni di americani.

Dallo scandalo è nato un procedimento giudiziario concluso nel novembre 2022 con la condanna di Holmes a 11 anni e 3 mesi di carcere. È proprio questo passaggio, già noto al pubblico ma decisivo nella traiettoria della protagonista, a segnare la parte più drammatica del film.


Amanda Seyfried cambia il documentario

La vicenda era già stata raccontata nella serie The Dropout, uscita nel 2022 quando il processo non si era ancora concluso e Holmes non era ancora entrata in prigione. Per quella interpretazione Amanda Seyfried aveva ottenuto un Emmy e un Golden Globe.

Nel secondo segmento di You Can See Everything, Seyfried torna però dentro la storia in una forma inattesa. L’attrice, conosciuta anche per Mamma mia e The housemaid, ricostruisce le interazioni tra Fielder e Holmes e la interpreta come se fosse un personaggio della vicenda.

Secondo diversi critici americani, questa scelta rappresenta il principale elemento di sorpresa e uno dei punti di forza dell’opera. Il risultato potrebbe portare il documentario a una candidatura come miglior film agli Oscar, un traguardo considerato eccezionale per un film non di finzione, mentre anche Seyfried viene indicata tra le possibili candidate.

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