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Spettacolo 3 min di lettura1 ora fa

Sacha Baron Cohen cambia scena: il debutto teatrale con Tarantino

A 55 anni, l’attore britannico si prepara a guidare il primo testo teatrale di Quentin Tarantino, dopo una carriera costruita tra satira, cinema e personaggi indimenticabili.

La sua comicità non si ferma ai personaggi provocatori: negli ultimi anni Sacha Baron Cohen ha scelto di esporsi anche su temi civili, prendendo posizione contro la disinformazione diffusa sui social, l’odio in rete e l’antisemitismo. Una dimensione pubblica che affianca il lavoro artistico e accompagna il suo prossimo cambio di registro.


Dalla vita privata all’impegno pubblico

Baron Cohen ha sposato nel 2010 l’attrice australiana Isla Fisher, conosciuta nel 2001 durante una festa a Sydney. I due hanno avuto tre figli, ma nel 2024 hanno comunicato la fine della loro relazione, durata più di vent’anni.

Sempre molto prudente nel parlare della propria famiglia, l’attore ha progressivamente dato maggiore spazio alle battaglie sociali. Il suo intervento pubblico si è concentrato soprattutto sui rischi della propaganda online e sulle conseguenze del linguaggio d’odio.


Le maschere che lo hanno reso celebre

Nato a Londra il 13 ottobre 1971, Sacha Baron Cohen è cresciuto in una famiglia di ebrei ortodossi. È il secondo di tre fratelli: il padre Gerald, gallese, gestiva un negozio di vestiti, mentre la madre Daniella, originaria di Israele, era fotografa.

Dopo il percorso scolastico, nel 1993 ha conseguito una laurea in storia all’Università di Cambridge. Proprio durante gli anni universitari ha sviluppato con maggiore intensità l’interesse per il palcoscenico, entrando nella compagnia teatrale Footlights.

Le prime apparizioni televisive risalgono agli anni Novanta, ma la notorietà è arrivata con Ali G, il finto rapper capace di mettere in difficoltà intervistati inconsapevoli e rappresentanti delle istituzioni. In seguito l’attore ha creato altri alter ego, fino a trasformare Borat Sagdiyev, giornalista kazako sessista e misogino mandato negli Stati Uniti, nel suo personaggio più riconoscibile.

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Il film dedicato a Borat gli ha portato un Golden Globe come migliore attore e una candidatura agli Oscar per la sceneggiatura. Un’altra figura controversa è quella del reporter austriaco omosessuale di Bruno e il dittatore, opera attraverso cui Baron Cohen ha colpito pregiudizi sociali e derive autoritarie.


Dal cinema al palcoscenico di Tarantino

La sua attività non si è limitata alla satira. Nel corso degli anni ha affrontato ruoli più drammatici e ha lavorato con registi come Martin Scorsese, in Hugo Cabret, e Tom Hooper, in Les Miserables, mostrando di poter passare dal grottesco a interpretazioni più emozionanti.

Ora, in occasione dei suoi 55 anni, l’attore britannico si prepara a diventare il volto principale di The Popinjay Cavalier, prima opera teatrale firmata da Quentin Tarantino. La rappresentazione debutterà al Phoenix Theatre a marzo 2027 e sarà ambientata nell’Europa degli anni Trenta dell’Ottocento.

Baron Cohen interpreterà Rupert Sebastian Thomas Jr, protagonista di una vicenda costruita tra travestimenti, duelli, acrobazie e situazioni assurde. Tarantino intende richiamare il cinema d’avventura classico di Hollywood, portando sul palco un tono spettacolare e volutamente sopra le righe.

Il progetto riannoda anche un rapporto professionale rimasto in sospeso. Nel 2012 Baron Cohen avrebbe dovuto recitare in Django Unchained nel ruolo di Scotty Harmony, ma gli impegni legati a I Miserabili lo costrinsero a rinunciare; Tarantino eliminò quindi il personaggio dalla versione finale della sceneggiatura.

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