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Spettacolo 1 min di lettura2 ore fa

Addio a Giorgio Bracardi: il genio che fece urlare la tv

A 93 anni scompare l’attore dai mille volti, capace di lasciare il segno tra radio e televisione con personaggi come Scarpantibus e il professor Spadone.

Per milioni di italiani la sua comicità arrivò sotto forma di rumori assurdi, sentenze fulminanti e figure impossibili da confondere. Giorgio Bracardi, morto a 93 anni, ha costruito una galleria di personaggi che ha segnato la radio e la televisione, fino a mettere in discussione i codici dello spettacolo più popolare.


Scarpantibus, l’irruzione più rumorosa

Il momento più memorabile si consumò nel 1971, durante Canzonissima. In quella serata del sabato, seguita da circa venti milioni di spettatori, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni si presentarono con una grande scatola dalla quale arrivavano versi sgradevoli e apparentemente inspiegabili.

Da quel contenitore sembrava prendere vita Scarpantibus, l’uccellaccio del Nicaragua. Il personaggio, evocato attraverso quei suoni fuori misura, contribuì a trasformare una trasmissione di enorme successo in un’irruzione comica capace di spiazzare il pubblico e la vecchia televisione.

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Una galleria di voci inconfondibili

Scarpantibus era soltanto una delle creature interpretate da Bracardi. Nel corso della sua carriera l’attore diede forma a decine di personaggi, ciascuno riconoscibile per una caratteristica precisa: tra questi Patroclo, il dottor Marsala e il professor Onorato Spadone.

A Spadone apparteneva una delle sue sentenze più note: «L’uomo è una bestia». Frasi di questo tipo, insieme alle voci deformate e alle personalità eccentriche, divennero il tratto distintivo di un artista capace di spostare il confine tra radio e televisione, lasciando un’impronta originale nella comicità italiana.

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