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Spettacolo 3 min di lettura1 ora fa

Jeremy Allen White, l’erede di Sean Penn? La risposta sorprende

Dalle serie televisive ai film biografici, l’attore newyorkese sta vivendo una scalata rapidissima senza rinunciare ai dubbi sul peso della fama.

Il paragone con Sean Penn non nasce soltanto dal volto segnato, dall’aria schiva e dalla sigaretta spesso tra le dita. Jeremy Allen White, nato nel 1991 a New York, è ormai uno degli attori più richiesti della sua generazione e ammette di avere preso proprio Penn come riferimento quando era ancora lontano dai riflettori.

La sua ascesa passa da ruoli sempre più impegnativi, molti dei quali legati a personaggi realmente esistiti. Dopo il successo televisivo, il riconoscimento del Golden Globe e una vita privata osservata con attenzione, White si prepara a una nuova possibile trasformazione: quella nel ruolo di Gene Wilder.


Il prossimo volto di Gene Wilder

L’attore ha già interpretato Bruce Springsteen nel film biografico dedicato al musicista, un progetto per il quale sarebbe stato scelto con il coinvolgimento diretto del Boss. In precedenza aveva vestito i panni del wrestler Kerry Von Erich ne La mascella di ferro, dimostrando una particolare inclinazione per le metamorfosi fisiche e caratteriali.

A ottobre è arrivato nelle sale italiane anche il film di Aaron Sorkin sulla vicenda di Facebook e sul suo fondatore. In quella storia White interpreta il giornalista Jeff Horwitz, un altro personaggio reale affrontato poco dopo Springsteen. L’attore ha raccontato di avere avvertito il peso di passare immediatamente da una figura vera all’altra, proprio per la responsabilità richiesta da interpretazioni di questo tipo.

Il progetto che lo affascina di più, però, potrebbe essere ancora quello dedicato a Gene Wilder. Durante il programma televisivo Today ha spiegato: «Sarebbe un onore per me. Frankenstein Junior è uno dei miei primi ricordi cinematografici. Gene Wilder era un genio e l’ho sempre adorato».


Da Shameless alla consacrazione

White è cresciuto in una famiglia composta da due attori e ha iniziato presto a esibirsi come ballerino, studiando tip tap e jazz. La popolarità è arrivata soprattutto grazie a Shameless, dove ha costruito un personaggio tormentato e poco incline a mostrare le proprie emozioni.

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Il passaggio a The Bear lo ha portato su un piano diverso, trasformandolo in un interprete capace di sostenere ruoli più complessi e riconoscibili. Nel frattempo ha ampliato il proprio raggio d’azione anche al cinema commerciale: nella produzione ambientata nell’universo di Guerre stellari presta la voce a Rotta the Hutt, il figlio di Jabba, senza comparire direttamente sullo schermo.


Il confronto con Sean Penn

L’etichetta di “nuovo Sean Penn” si è diffusa mentre la sua carriera prendeva velocità. White non la respinge: Penn è infatti uno dei suoi modelli, anche se il rapporto con quella fonte d’ispirazione è nato quando lavorava ancora senza essere seguito costantemente dai media.

«Quando mi intervistavano, cercavo di imitare Sean Penn, o almeno l’idea che mi ero costruito di lui. Provavo a sembrare freddo e duro», ha ricordato l’attore parlando dei suoi primi anni. Oggi, però, sostiene di sentirsi più sicuro e di non avere più bisogno di esibire un’immagine perennemente cupa o tormentata.

Anche la sua vita fuori dal set contribuisce alla curiosità del pubblico: sono state accostate a lui diverse compagne celebri, tra cui Rosalía e Lulu Tenney. White ha inoltre alle spalle un matrimonio nato in adolescenza e ha due figlie. La fama, arrivata pienamente dopo i trent’anni, sembra così averlo trovato in una fase di maggiore consapevolezza.

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