Roberto Benigni, 74 anni tra cinema e Divina Commedia
Dai primi spettacoli all’Oscar, fino ai progetti con Nicoletta Braschi e alla divulgazione della cultura italiana
Roberto Benigni ha compiuto 74 anni. L’attore, regista e autore toscano è nato il 27 ottobre 1952 a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo.
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Il legame con Nicoletta Braschi
Una parte importante della sua carriera è legata a Nicoletta Braschi, attrice e compagna di vita conosciuta nel 1983 durante la lavorazione di “Tu mi turbi”. I due si sono sposati nel 1991 con una cerimonia riservata, celebrata nel convento di clausura delle suore cappuccine di Cesena.
Braschi ha affiancato Benigni in numerosi progetti, interpretando spesso i ruoli femminili principali dei suoi film. Nel 2021, ricevendo il Leone d’Oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia, l’artista le dedicò parole molto personali: «Non posso fare a meno di guardarti negli occhi, il nostro sodalizio è così lungo che non ti saprei distinguere, le nostre facce si sono fuse. Abbiamo fatto tutto insieme, se qualcosa di buono ho fatto nella mia vita è stato grazie a te, alla tua luce».
I primi passi nello spettacolo
Benigni è cresciuto a Prato dopo il trasferimento della famiglia dalla provincia di Arezzo. Quarto e ultimo figlio di una coppia di origine contadina, da ragazzo si è distinto per la vivacità e l’indole comunicativa che avrebbe poi portato sui palcoscenici e davanti alle telecamere.
Dopo il diploma da ragioniere, ha iniziato a lavorare in teatro con la compagnia di Paolo Magelli. L’incontro con Giuseppe Bertolucci gli ha poi permesso di costruire il personaggio di “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”, monologo irriverente destinato a imporsi nel teatro italiano.
Televisione e cinema
Nel 1980 Benigni ha affiancato altri conduttori alla guida del Festival di Sanremo. In quell’occasione il pubblico televisivo ha conosciuto una comicità provocatoria: tra gli episodi più ricordati ci sono il bacio di 45 secondi a Olimpia Carlisi e il riferimento a Papa Giovanni Paolo II con il soprannome “Woytylaccio”, che provocò proteste e interrogazioni parlamentari.
Il debutto cinematografico era arrivato già nel 1977 con “Berlinguer ti voglio bene”, diretto da Bertolucci. Nel 1984 il sodalizio con Massimo Troisi ha prodotto “Non ci resta che piangere”, mentre negli anni successivi Benigni ha diretto e interpretato “Il piccolo diavolo”, “Johnny Stecchino” e “Il mostro”.
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L’Oscar per La vita è bella
La fama internazionale è arrivata con “La vita è bella”, film del 1997 capace di conquistare il pubblico anche fuori dall’Italia. Alla cerimonia degli Oscar del 21 marzo 1999, Sophia Loren annunciò il premio per il miglior film straniero e Benigni raggiunse il palco passando sopra le poltrone della platea.
Quella sera la pellicola ottenne tre riconoscimenti: miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. La vittoria lo consacrò anche come interprete e autore di riferimento sul piano internazionale.
Dai film alla divulgazione
Benigni ha continuato a lavorare per il cinema con “Pinocchio”, uscito nel 2002, “La tigre e la neve” e “To Rome with Love” di Woody Allen. In quest’ultimo film ha interpretato Leopoldo, un uomo qualunque che diventa improvvisamente famoso dopo essere stato scelto dai media e inseguito dai fotografi.
Allen ha descritto il collega come «un genio», riconoscendogli creatività, istinto e una comicità capace di unire cultura popolare e riferimenti più alti. Nel 2021 Benigni ha ricevuto a Venezia il Leone d’Oro alla carriera.
Dante, Costituzione e teatro
Fuori dai set, l’artista ha portato in scena “Tutto Dante”, spettacolo che ha avvicinato milioni di spettatori ai canti della “Divina Commedia” attraverso spiegazioni, interpretazione e comicità.
In televisione ha inoltre recitato e commentato i principi della Costituzione italiana, seguendone gli articoli, e ha dedicato altri appuntamenti ai “Dieci comandamenti”. Il percorso lo ha portato dal teatro comico alla divulgazione letteraria e civile, mantenendo al centro la sua presenza scenica.
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