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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Orson Welles, tre minuti per entrare nell’incubo di Quinlan

La versione restaurata riporta sul grande schermo uno dei film più tormentati e ambiziosi del regista, accanto ai suoi massimi capolavori

All’incirca tre minuti bastano a Orson Welles per trascinare lo spettatore nel mondo di Quinlan. L’apertura, ambientata nelle strade di Venice, a Los Angeles, accompagna l’ingresso dei personaggi con una costruzione visiva di rara efficacia.

Il film torna ora in sala in una versione restaurata, presentata come evento dalla Cineteca di Bologna. È un’occasione per riscoprire un’opera considerata tra le più sfortunate e travagliate della storia del cinema, ma anche una delle prove più alte del regista.


Un’apertura da ricordare

Il piano sequenza iniziale si sviluppa per poco più di tre minuti. Non si tratta della ripresa più lunga mai realizzata, ma la sua forza risiede nella precisione con cui sfrutta ambienti reali e introduce gradualmente i protagonisti.

Welles non usa l’avvio soltanto come esercizio tecnico. Il movimento della macchina da presa costruisce subito atmosfera e tensione, trasformando le strade di Los Angeles nello spazio naturale in cui far emergere la vicenda.

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Il ritorno di un film maledetto

“L’infernale Quinlan” rientra nella categoria dei film maledetti: opere segnate da difficoltà e da una fama complessa, ma capaci di conservare nel tempo una forza singolare. La nuova occasione in sala ne riporta l’attenzione sul lavoro di Welles e sulla sua concezione del cinema.

Il risultato viene accostato ai vertici della filmografia del regista, da “Quarto potere” a “L’orgoglio degli Amberson”. In questo percorso, il film si impone come una delle sue realizzazioni più importanti, ora nuovamente visibile sul grande schermo grazie alla versione restaurata.

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