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Spettacolo 3 min di lettura2 ore fa

Eva Marie Saint, addio a 102 anni: l’Oscar e il film con Hitchcock

Dalla consacrazione accanto a Marlon Brando ai ruoli televisivi e agli ultimi cameo: si è spenta nella sua casa di Los Angeles

Nel 2014 era comparsa in Storia d’Inverno, pellicola romantico-fantastica diretta da Akiva Goldsman e ambientata in una New York sospesa tra realtà e leggenda. Otto anni prima aveva invece vestito i panni della madre adottiva di Superman in Superman Returns, confermando una presenza sullo schermo durata per decenni.


Gli ultimi ruoli oltre il grande schermo

La fase più tarda della carriera di Eva Marie Saint aveva alternato cinema e televisione. Nel 2005 aveva recitato in Non bussare alla mia porta insieme a Jessica Lange e Sam Shepard, oltre a partecipare a Il mio amico a quattro zampe con Jeff Daniels e Cicely Tyson.

Già dagli anni Settanta, quando le proposte per il cinema si erano fatte meno frequenti, l’attrice aveva trovato nella televisione uno spazio stabile. La sua filmografia comprendeva circa una ventina di titoli in oltre mezzo secolo, mentre il piccolo schermo le aveva consentito di continuare a lavorare con continuità.


Una carriera reinventata in tv

Negli anni Ottanta Saint era apparsa più volte in Moonlighting - Agenzia Luna Blu nel ruolo della madre di Cybill Shepherd. Nel 1990 aveva poi ottenuto un premio Emmy interpretando, nella miniserie People Like Us, una donna facoltosa e narcisista che decideva di rinnegare la propria figlia.

In un’intervista concessa al Los Angeles Times nel 1990, l’attrice aveva spiegato con franchezza il passaggio alla televisione: «Con l’età, le parti a disposizione diminuivano sempre di più. Per questo sono passata alla televisione e ne sono perfettamente felice». La dichiarazione raccontava il pragmatismo con cui aveva affrontato il cambiamento del mercato e delle opportunità professionali.


L’Oscar arrivato al debutto

La consacrazione era arrivata nel 1954, con Fronte del porto. Elia Kazan l’aveva scelta dopo averla notata a Broadway e le aveva affidato il personaggio di Edie Doyle, accanto a Marlon Brando. Per quella prima prova cinematografica Saint aveva vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista.

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Cinque anni più tardi Alfred Hitchcock l’aveva chiamata per Intrigo internazionale, affidandole il ruolo di Eve Kendall al fianco di Cary Grant. Tra le immagini più memorabili del film resta la fuga sul Monte Rushmore, con i protagonisti impegnati sulle monumentali sculture dedicate ai presidenti degli Stati Uniti.


I grandi incontri della sua epoca

Dopo l’esordio, l’attrice aveva condiviso il set con numerosi protagonisti del cinema americano e internazionale. Tra questi c’erano Paul Newman in Exodus, nel 1960, Yves Montand in Grand Prix, nel 1966, e Gregory Peck in La notte dell’agguato, del 1968.

La sua cifra era un’eleganza misurata, capace però di lasciare spazio sia alla fragilità sia alla seduzione. Fu così che Saint divenne uno dei volti più riconoscibili della Hollywood degli anni Cinquanta e Sessanta.


L’addio nella casa di Los Angeles

Eva Marie Saint è morta martedì nella sua abitazione di Los Angeles, per cause naturali. Aveva 102 anni e apparteneva alla generazione di interpreti che aveva contribuito a definire la stagione d’oro del cinema statunitense.

Il suo percorso era iniziato accanto a Marlon Brando e aveva raggiunto uno dei vertici con Hitchcock e Cary Grant, per poi proseguire tra produzioni cinematografiche, serie televisive e apparizioni in età avanzata. Con la sua scomparsa, Hollywood perde una delle ultime protagoniste di quella stagione.

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