La risata di Veronesi diventa riflessione al cinema
Con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, il film ha concluso la Mostra del Cinema di Venezia.
“Dio ride” è il film con cui Giovanni Veronesi ha chiuso la Mostra del Cinema di Venezia. L’opera si allontana in modo netto dai suoi lavori precedenti, pur conservando il legame con la comicità che ha segnato la sua carriera.
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Un film diverso dai precedenti
Il nuovo lavoro invita a mettere da parte il ricordo della filmografia più conosciuta di Veronesi. La distanza rispetto ai titoli precedenti è evidente, ma non cancella il percorso dell’autore, protagonista del cinema comico italiano fin dagli anni della collaborazione con Francesco Nuti.
Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando fanno parte del cast del film, presentato come l’ultimo titolo della Mostra veneziana. Il loro contributo accompagna una pellicola che sceglie una direzione diversa rispetto alla commedia più abituale del regista.
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La comicità come riflessione
“Dio ride” guarda alla produzione di Veronesi con un approccio riflessivo. Il film sembra raccogliere e osservare ciò che il regista ha realizzato nel corso degli anni, trasformando la risata in uno strumento per interrogarsi sul proprio cinema.
Il risultato viene descritto come una riflessione ampia sull’attività dell’autore, quasi fosse un saggio costruito attraverso le immagini. La comicità, quindi, non resta soltanto una cifra stilistica, ma diventa il punto di partenza per rileggere una carriera iniziata accanto a Francesco Nuti.
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