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Spettacolo 3 min di lettura15 ott

Digger affonda al cinema, ma Hollywood lo rilancia: i numeri del caso

Il film di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise rischia una perdita enorme, mentre numerose star ne difendono ambizione e valore artistico

Il cinema ha già conosciuto produzioni capaci di trasformare investimenti imponenti in perdite record. Tra i casi più recenti figura The Marvels, che nel 2023 si è fermato a 206 milioni di dollari globali contro un costo di 270 milioni, con un passivo stimato in 245 milioni.

Anche Final Fantasy, nel 2001, aveva raccolto 85 milioni a fronte di una perdita compresa tra 125 e 140 milioni. Nel 2018 Macchine Mortali aveva invece totalizzato 83 milioni, partendo da costi di produzione pari a 110 milioni e arrivando a una perdita netta stimata di 219 milioni.

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I precedenti pesanti al botteghino

La lista dei grandi insuccessi comprende inoltre Corsari, fermatosi nel 1995 a 10 milioni di incassi mondiali su un investimento da 98 milioni. Ancora più clamoroso fu il caso de I Cancelli del Cielo: nel 1980 il film costò 44 milioni e ne recuperò appena 3,5, con un disavanzo valutato tra 130 e 150 milioni.

Al vertice di questa graduatoria viene generalmente collocato John Carter, pellicola fantascientifica del 2012. Il film raccolse 284 milioni nel mondo dopo una spesa produttiva di 250 milioni, ma le ingenti somme destinate alla promozione portarono la perdita complessiva fino a 278 milioni.


Hollywood si schiera con Iñárritu

È dentro questo quadro che si inserisce Digger, il nuovo progetto di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise. Nonostante il rendimento commerciale deludente, diverse figure di primo piano hanno scelto di difenderne il valore artistico, da Guillermo del Toro ad Anne Hathaway, passando per Jane Fonda, Ron Howard, Michael Mann e Glen Powell.

Del Toro ha rilanciato sui social alcuni apprezzamenti per il film, accompagnandoli con un messaggio netto: «Ama le arti, al diavolo le classifiche». Hathaway ha assegnato all'opera il massimo dei voti, descrivendola come intelligente, psichedelica, aggressiva, divertente e ambiziosa.


Le parole delle star

Powell ha definito l'esperienza offerta da Digger rara e travolgente, lodando la visione del regista e il lavoro condiviso da Cruise e Iñárritu. Secondo l'attore, il film sarebbe destinato a superare il giudizio del momento e a conservare il proprio impatto nel tempo.

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Fonda ha sottolineato il coraggio mostrato da Cruise nell'affrontare il ruolo, sostenendo che l'attore vi si sia dedicato senza riserve. Ha inoltre spiegato che la storia affronta la crisi climatica in modo originale e ha auspicato che il passaparola possa condurre più spettatori nelle sale.


Incassi in calo e costi elevati

Il debutto nordamericano aveva prodotto 8 milioni di dollari, ma nel fine settimana successivo il risultato è sceso del 60%. Il totale statunitense è arrivato a 14,4 milioni, mentre nel resto del mondo il film ha superato di poco quota 35 milioni.

Secondo le stime riportate da Variety, Digger potrebbe raggiungere appena 50 milioni complessivi, contro un esborso vicino ai 280 milioni. Il budget iniziale era stato fissato a 125 milioni, poi la produzione è salita tra 160 e 180 milioni; a questa cifra si sono aggiunti circa 100 milioni per la campagna promozionale. Il Guardian ha ipotizzato una perdita potenziale fino a 245 milioni, sufficiente a collocare il titolo tra i peggiori disastri economici della storia del cinema.


Una trama tra colpa e salvezza

Al centro della vicenda c'è Digger Rockwell, ex magnate texano del petrolio, potente e arrogante. Una catastrofe ambientale provocata dalle sue scelte spinge il pianeta sull'orlo del collasso.

Rockwell, invece di riconoscere le proprie responsabilità, tenta di diventare il salvatore dell'umanità. È convinto di possedere il potere e le risorse necessari per riuscire nell'impresa, mentre attorno a lui si muovono i personaggi interpretati da John Goodman, Riz Ahmed, Sandra Hüller, Jesse Plemons, Emma D’Arcy e Michael Stuhlbarg. Goodman veste i panni del Presidente degli Stati Uniti, mentre Ahmed interpreta Ganesh.

Ron Howard ha invitato il pubblico a osservare con attenzione la prova di Cruise, sostenendo che richieda tempo, riflessione e confronto per essere compresa fino in fondo. Michael Mann, che aveva già diretto l'attore in Collateral, ha invece definito straordinaria la sua interpretazione.

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