Carlo Acutis, il santo dei ragazzi arriva tra cinema e tv
Il film su Canale 5 e il documentario in 200 sale raccontano la fede quotidiana del giovane canonizzato da Papa Leone XIV.
«Carlo era un ragazzo normale, sorridente, con la gioia che è segno della vicinanza con Dio, mai giudicante, mai moralista». È questo il ritratto scelto dal regista Giacomo Campiotti per presentare “Il mio nome è Carlo”, il film dedicato a Carlo Acutis. Secondo il cineasta, la forza del giovane milanese sta in un messaggio «dirompente, quasi fuori moda», capace di parlare ancora ai ragazzi.
Una normalità diventata esempio
Campiotti ha spiegato che il film prova a restituire soprattutto la dimensione quotidiana di Acutis, attraverso i ricordi di chi gli è stato vicino. La pellicola, prodotta da RTI e Movie Magic International, è stata girata tra Milano e Assisi ed è ispirata al volume “I segreti di mio figlio”, scritto dalla madre Antonia Salzano insieme al vaticanista Paolo Rodari.
Samuele Carrino interpreta Carlo, mentre Lucia Mascino veste i panni della madre. La storia arriva sul piccolo schermo il 27 settembre, in prima serata su Canale 5, e sarà poi disponibile anche su Mediaset Infinity.
Il progetto cinematografico condivide il tema centrale con “Carlo Acutis, il giovane Santo”, documentario diretto da Luca Salmaso. L’opera raccoglie le testimonianze della famiglia, degli amici e delle persone che hanno incontrato Acutis, con una distribuzione prevista anche fuori dall’Italia, dove la sua figura è particolarmente conosciuta.
Il racconto della madre
Antonia Salzano ha ricordato il figlio come un ragazzo capace di trovare l’eccezionale nei gesti di ogni giorno. A suo giudizio, Carlo mostrava che la santità non è riservata a pochi e che l’attenzione verso gli altri può diventare una forma concreta di fede. La madre ha aggiunto che aveva difetti, ma cercava di correggersi e di vivere con impegno ciò in cui credeva.
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La famiglia, ha raccontato Salzano, intuì presto che in lui ci fosse qualcosa di particolare. Durante la malattia, quando fu accompagnato in ospedale, Carlo disse: «Da qui non esco vivo, ma non ti preoccupare, ti darò molti segni». L’adolescente era stato colpito da una leucemia fulminante; la madre ha spiegato di essersi sentita in qualche modo preparata dal Signore alla perdita del figlio.
Dalla tecnologia alla canonizzazione
A descriverlo sono anche i tratti di un giovane contemporaneo: sportivo, interessato all’informatica e dotato, secondo chi lo frequentava, di una fede spontanea. Si interrogava sul contrasto tra le lunghe code davanti a stadi e sale da concerto e i posti vuoti nelle chiese davanti al tabernacolo. Per il suo uso della tecnologia al servizio della fede venne definito “l’influencer di Dio”, prima che questa espressione diventasse comune.
La Chiesa gli ha attribuito due miracoli, scelti tra le numerose segnalazioni raccolte dalla famiglia. Carlo Acutis è stato canonizzato il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV, davanti a migliaia di giovani riuniti in Piazza San Pietro. Il documentario sarà proiettato dal 15 al 21 ottobre in 200 sale italiane, completando il percorso di una storia che ora viene raccontata contemporaneamente al pubblico televisivo e a quello cinematografico.
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