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Spettacolo 2 min di lettura12 ore fa

Mengoni, il club divide: 230 euro e niente hit in scaletta

A Milano il nuovo progetto di Marco Mengoni punta sull’intimità, ma prezzi, repertorio e regole per gli smartphone hanno già acceso il confronto tra i fan.

Durante gli spettacoli di “Allo Sbagliato” il pubblico dovrà rinunciare al telefono in mano: gli smartphone verranno chiusi in apposite custodie, così da preservare il rapporto diretto con Marco Mengoni. L’esperimento, però, non è l’unico elemento destinato a far discutere.


Un concerto senza schermi e hit

La scelta di impedire l’uso dei dispositivi punta a creare un’atmosfera più raccolta e a riportare l’attenzione sul palco. I telefoni resteranno con gli spettatori, ma non potranno essere utilizzati durante l’esibizione.

Anche la scaletta seguirà una direzione lontana dalle consuetudini dei grandi eventi. Mengoni ha spiegato che troveranno spazio soprattutto canzoni meno note, ma significative nel percorso dei suoi album, mentre i successi più popolari non saranno necessariamente al centro della serata.


La formula che divide il pubblico

L’impostazione è legata all’idea di mettere in discussione il concerto tradizionale, trasformando l’appuntamento in un’esperienza più ravvicinata. Non tutti i fan, tuttavia, hanno accolto con entusiasmo l’assenza dei brani più celebri, quelli che hanno accompagnato le principali tappe della carriera del cantante.

A Milano Mengoni sarà protagonista di 26 serate, in programma dal 5 novembre al 19 dicembre. Il luogo scelto è l’ex Teatro Principe di viale Bligny, uno spazio con una capienza di circa 500 persone pensato per ridurre la distanza tra artista e pubblico.

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Biglietti fino a 230 euro

È soprattutto il costo dell’ingresso ad aver alimentato le contestazioni apparse sui social dopo l’apertura delle vendite. Le tariffe cambiano in base alla posizione e vanno da 115 a 230 euro, una cifra che diversi utenti hanno giudicato eccessiva per un’esibizione in un locale di dimensioni contenute.

«230 euro per vedere Marco Mengoni in un club: chiunque decida di acquistare il biglietto ha perso completamente il senno», ha scritto un utente su X. Un altro commento ha collegato la spesa alla situazione economica attuale, sostenendo che il cantante dovrebbe «riconnettersi alla realtà» perché molte persone oggi faticano persino a comprare la benzina.

Il progetto nasce quindi con una forte componente di esclusività, ma proprio questa caratteristica ha finito per esasperare il confronto. Da una parte c’è chi guarda con interesse a un formato più intimo e privo di distrazioni; dall’altra, chi considera troppo oneroso il prezzo richiesto e avrebbe voluto ascoltare in scaletta anche le canzoni più conosciute.

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