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Spettacolo 2 min di lettura5 ore fa

Brianza, il film che trasforma il benessere in una favola amara

Alla Festa di Roma Simone Catania sorprende con un racconto brianzolo sostenuto dalle interpretazioni di Fausto Russo Alesi e Paolo Pierobon.

Tra il verde quasi scomparso e la crescita delle attività produttive, la Brianza diventa il cuore del secondo film di Simone Catania. Presentato alla Festa di Roma, il progetto si distingue per uno sguardo visionario e per la capacità di trasformare un territorio concreto in uno spazio narrativo sospeso tra ambizione, ricchezza e difesa dei propri privilegi.

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Una terra cambiata dal benessere

Un secolo fa la Brianza aveva l’aspetto di un grande giardino. Oggi, invece, l’area che unisce Milano e Como è segnata dall’urbanizzazione, dalle piccole fabbriche, dai mobilifici e da un benessere conquistato che i suoi abitanti sembrano pronti a proteggere a ogni costo.

È dentro questo paesaggio profondamente mutato che si muovono i protagonisti. Catania non si limita a fotografare la provincia produttiva, ma la usa come riflesso di una mentalità e di un sistema sociale costruito sulla prosperità e sulla paura di perderla.


Due uomini e sogni diversi

Al centro della storia ci sono il Farina e il Fumagalli, due uomini molto facoltosi. Il primo, interpretato da Fausto Russo Alesi, porta avanti l’armeria di famiglia e guarda oltre i confini locali: il suo obiettivo è aprire una nuova attività a Lugano.

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Paolo Pierobon veste invece i panni del Fumagalli, figura presentata come l’altro esponente di questo mondo agiato. Il confronto tra i due personaggi dà forma a una commedia umana in cui il denaro, le aspirazioni e il legame con la propria terra sembrano inseparabili.


La sorpresa firmata Catania

La forza del film risiede anche nell’incontro tra la regia di Simone Catania e le prove dei due interpreti principali. Fausto Russo Alesi e Paolo Pierobon contribuiscono a rendere credibili personaggi sopra le righe, inseriti in un ambiente riconoscibile ma osservato attraverso una lente deformante.

Il risultato è una sorpresa particolarmente felice nel programma della Festa di Roma. “Brianza” trova così il proprio tono tra osservazione del territorio e invenzione, confermando il talento di un autore capace di guardare alla provincia senza trattarla come un semplice sfondo.

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