Roma, musica e memoria: 5 appuntamenti da non perdere il 15 ottobre
Dal confronto tra Agnelli e Scanzi al film su Pino Daniele, passando per Fuksas, Pawlikowski e due nuove serie
Manuel Agnelli e Andrea Scanzi si confronteranno sulla disobbedienza intellettuale, sull’educazione al dubbio e sul ruolo delle influenze culturali nella costruzione di uno stile personale. L’incontro, inserito nel programma della Festa di Roma, allargherà il discorso dalla musica alle diverse forme dell’arte e della creatività.
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Agnelli e Scanzi, il valore del dubbio
Il dialogo ruoterà attorno ai limiti e alle risorse di una formazione fondata sulla libertà di pensiero. Al centro ci saranno anche i riferimenti che aiutano a definire uno sguardo originale e un linguaggio riconoscibile.
La conversazione proporrà quindi una riflessione sul rapporto tra ribellione, cultura e produzione artistica, senza concentrarsi soltanto sull’esperienza musicale dei due protagonisti.
Fuksas tra opere e ricordi
Elisa Fuksas porta alla Festa di Roma un documentario dedicato al padre Massimiliano Fuksas. Il ritratto intreccia architettura, pittura, incontri e passioni con il peso delle perdite e la frammentarietà della memoria.
Il film mette in parallelo il rapporto tra autore e soggetto con quello tra una figlia e suo padre. Nel confronto tra passato e presente, i due arrivano a conoscersi meglio e a costruire una nuova immagine condivisa del loro legame.
Pino Daniele, gli anni della svolta
Massimiliano Caiazzo interpreta Pino Daniele in Je so’ pazzo, il film di Nicola Prosatore dedicato alla fase iniziale della vita del musicista napoletano. La storia segue il difficile rapporto con il padre, le prime composizioni nate d’impulso, le amicizie del quartiere e l’arrivo dei primi dischi.
Il successo, ottenuto rapidamente, si rivela anche complesso da amministrare. Per il ruolo, Caiazzo, noto per Mare fuori e Storia della mia famiglia, ha preso venti chili. L’attore ha definito le riprese “l’esperienza più difficile, ma anche la più bella e più soddisfacente della mia vita”.
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Una Germania già divisa
Tra le proposte della giornata c’è anche Fatherland, opera in bianco e nero di Paweł Pawlikowski, premiata al festival di Cannes e distribuita contemporaneamente nelle sale. In 82 minuti il regista racconta il viaggio dello scrittore Thomas Mann, interpretato da Hanns Zischler, e della figlia Erika, affidata a Sandra Hüller, attraverso la Germania del 1949.
Il percorso conduce da Francoforte, nella zona sottoposta all’influenza statunitense, a Weimar, controllata dai sovietici. Nel film compaiono il confronto con i figli di Wagner sulle responsabilità del padre, le denunce delle violenze russe e dei campi per dissidenti, oltre al dolore per il suicidio di Klaus Mann. La vicenda storica richiama anche le tensioni dell’Europa contemporanea, stretta tra le posizioni di Putin e Trump.
Due serie tra identità e memoria
La programmazione comprende i primi due episodi e un’anticipazione del terzo capitolo di VisionQuest, realizzata da Christopher J. Byrne, Gandja Monteiro, Vincenzo Natali e Terry Matalas. Paul Bettany torna a vestire i panni di Visione, un essere riattivato e in fuga da chi intendeva usarlo come arma.
Nascosto e alla ricerca di una nuova ragione di esistere, il personaggio si rivolge alle intelligenze artificiali presenti nel suo sistema, tra cui F.R.I.D.A.Y., E.D.I.T.H., J.A.R.V.I.S. e Ultron, interpretato da James Spader.
Memoriae, firmata da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar, è invece ambientata nel paese montano di Vallata. Un fenomeno inspiegabile priva alcuni abitanti di sei anni di ricordi, cancellando all’improvviso rapporti, figli e decisioni decisive. Nel cast figurano Dario Aita, Gaia Messerklinger, Anna Godina, Paola Sambo e Roberto Citran. La serie arriverà prossimamente su RaiPlay.
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