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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Elsinore, il ricordo di Occhipinti: il film nato da un’amicizia spezzata dall’Aids

Dopo vent’anni di lavoro arriva il progetto dedicato a Ian Charleson, attore malato che volle interpretare un Amleto destinato a restare nella memoria.

Per vent’anni il progetto è rimasto in gestazione, prima di arrivare alla presentazione di “Elsinore”. Al centro c’è il legame tra il produttore Occhipinti e Ian Charleson, insieme alla vicenda dell’attore che, già gravemente malato, insistette per portare in scena un “Amleto” memorabile.

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Un film nato da un’amicizia

Occhipinti ha raccontato il film come un omaggio personale a un amico scomparso per Aids. La sua intenzione, ha spiegato, non è soltanto ripercorrere una storia dolorosa, ma restituire il valore dell’esistenza attraverso il ricordo di Charleson.

“Con la storia del mio amico morto di Aids celebro la bellezza della vita”, ha detto il produttore presentando l’opera. La vicenda dell’attore diventa così il punto di partenza per parlare di passione artistica, ostinazione e memoria.

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Ian Charleson e l’Amleto della malattia

Nonostante l’avanzare della malattia, Charleson volle comunque affrontare il ruolo di Amleto. Il risultato, secondo il racconto legato al film, fu un’interpretazione rimasta impressa e capace di resistere al tempo.

La storia si colloca negli anni segnati dall’emergenza dell’Hiv e dall’Aids, quando la malattia colpì profondamente la comunità gay e il mondo dello spettacolo. Occhipinti ha richiamato anche la distanza rispetto alle nuove generazioni: molti ragazzi, oggi, non hanno idea di che cosa significasse essere gay in quell’epoca.

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