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Salute 3 min di lettura1 ora fa

Virus sinciziale, vaccino per adulti ancora a pagamento

Anziani e persone fragili rischiano complicanze, ma quasi l’80% degli italiani con patologie croniche non conosce il virus

Il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale è disponibile per gli adulti, ma in Italia resta a carico del cittadino. Il VRS può causare conseguenze rilevanti soprattutto negli anziani e negli adulti fragili, arrivando a limitare l’autonomia per diverse settimane.

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I rischi per gli adulti fragili

Negli adulti sani l’infezione, nella maggior parte dei casi, provoca sintomi. La situazione può diventare più seria con l’età avanzata o in presenza di malattie respiratorie, cardiovascolari e di altre condizioni che rendono l’organismo più vulnerabile.

Il virus viene spesso collegato alla bronchiolite dei bambini piccoli, ma può colpire anche la popolazione adulta. Tra le persone più esposte alle complicanze ci sono quelle di almeno 65 anni e gli adulti con patologie croniche.


Poca conoscenza tra i malati cronici

Un sondaggio internazionale realizzato da Human8 in dieci Paesi ha raccolto le risposte di oltre 500 adulti italiani affetti da una o più malattie croniche. Quasi l’80% teme che un’infezione respiratoria possa aggravare la propria salute, ma una quota pressoché identica non sa identificare il VRS o non è certa di conoscerlo.

Circa un intervistato su due non ha mai parlato del virus con un medico o con un altro operatore sanitario. Il 70% riferisce inoltre ripercussioni negative dei virus respiratori sulla salute, sulla quotidianità propria o delle persone vicine. I dati descrivono il gruppo coinvolto nell’indagine e non l’intera popolazione italiana.


Accesso al vaccino in Italia

Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, ha spiegato che l’immunizzazione non è compresa nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale. «Ad oggi non è disponibile se non a pagamento», ha precisato il virologo.

L’autorizzazione dei vaccini da parte dell’Unione europea non implica che la somministrazione venga offerta gratuitamente in tutto il territorio nazionale. L’assenza dal calendario pubblico può creare differenze tra regioni e rendere l’accesso legato sia al luogo di residenza sia alle possibilità economiche.

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Le indicazioni per la vaccinazione

I prodotti autorizzati nell’Unione europea sono Arexvy, Abrysvo e mResvia. Le fasce d’età e le indicazioni possono cambiare a seconda del vaccino, perciò l’autorizzazione riferita a un determinato gruppo non equivale a una raccomandazione automatica per tutti.

Il medico di famiglia può valutare l’opportunità della somministrazione considerando età, condizioni cliniche e prodotto disponibile. Per informazioni su costi, disponibilità e modalità di accesso è possibile rivolgersi anche ai servizi vaccinali della propria ASL o ASST.


I dati sulla protezione

Durante l’incontro del 3 novembre a Milano, organizzato da GSK nella settimana dedicata alla sensibilizzazione sul VRS, Pregliasco ha richiamato l’efficacia dei vaccini e la possibilità che la protezione duri nel tempo. Ha inoltre auspicato l’inserimento della vaccinazione nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale.

Per Arexvy, lo studio registrativo di fase III ha rilevato, dopo una sola dose, una protezione contro le malattie delle basse vie respiratorie associate al VRS per almeno tre stagioni consecutive. Nuovi risultati dello studio statunitense CLEAR-VE RSV hanno collegato lo stesso vaccino a una diminuzione del 76% dei ricoveri legati al virus dopo una stagione, con un beneficio mantenuto anche nell’analisi su due stagioni.


Sicurezza e prenotazioni

Alcune analisi presentate nel 2026 hanno indicato possibili effetti favorevoli anche sulle riacutizzazioni respiratorie e sugli eventi cardiovascolari connessi all’infezione. Questi risultati riguardano però uno specifico prodotto e le popolazioni esaminate; non possono essere trasferiti automaticamente agli altri vaccini. Per una valutazione completa occorre considerare anche gli studi pubblicati e le verifiche delle autorità regolatorie.

Gli effetti indesiderati segnalati più spesso comprendono dolore nella zona dell’iniezione, affaticamento, mal di testa e dolori muscolari. In Lombardia, per conoscere il percorso di accesso, è consigliabile contattare direttamente il servizio vaccinale territoriale: il VRS non risulta incluso nei normali canali di prenotazione telematica della Regione e la somministrazione può prevedere un costo.

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