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Salute 3 min di lettura46 min fa

Brasile, il vaccino anti-fumo è ancora in fase preclinica

Il progetto di Cristália ha prodotto anticorpi nei ratti, ma mancano test sull’uomo e dati pubblicati

Il candidato vaccino brasiliano contro la dipendenza da nicotina non è ancora pronto per l’uso: la ricerca si trova nella fase preclinica e non sono iniziati i test sull’uomo.

Matteo Bassetti ha invitato a ridimensionare le aspettative. Secondo l’infettivologo, farmaci, cerotti e vaccini possono sostenere il percorso, ma non sostituiscono la volontà di smettere. La sua proposta per ridurre il consumo è portare il prezzo di un pacchetto di sigarette fino a 15 euro attraverso un contributo sanitario.

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Come dovrebbe agire il vaccino

Lo studio è stato presentato a Jaguariúna, nello Stato di San Paolo, dal laboratorio farmaceutico Cristália. L’idea è stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi capaci di legarsi alla nicotina nel sangue.

La molecola, da sola troppo piccola per essere riconosciuta dalle difese dell’organismo, viene associata a una struttura in grado di renderla visibile al sistema immunitario senza generare effetti psicoattivi. Dopo l’iniezione, gli anticorpi dovrebbero catturare la nicotina e formare particelle troppo grandi per attraversare la barriera emato-encefalica.

In questo modo la sostanza non raggiungerebbe il cervello e non attiverebbe il rilascio di dopamina legato alla sensazione di gratificazione. Il progetto, quindi, punta a rendere il fumo meno appagante e a contenere il rischio di ricaduta, non a cancellare da solo la dipendenza.


I risultati sui modelli animali

La sperimentazione condotta da Gisele Zapata-Sudo, docente dell’Università Federale di Rio de Janeiro, ha riguardato ratti femmina, considerati più vulnerabili ai fenomeni di dipendenza, ansia e depressione. Gli animali hanno ricevuto tre cicli di dosi, somministrati a distanza di un mese.

Tutti i soggetti trattati hanno sviluppato anticorpi, con una risposta immunitaria rilevata nel 100% dei casi. Si tratta però di un risultato preliminare: non dimostra ancora che il preparato sia efficace o sicuro nelle persone.

Il medico Ogari Pacheco, fondatore di Cristália, ha spiegato che «il vaccino antitabagismo non sostituisce il trattamento, ma aiuta le persone a mantenere la rotta terapeutica». L’immunizzazione non sarebbe permanente e verrebbe pensata come supporto per chi ha già iniziato un programma di cessazione.

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Ancora molti passaggi prima dei test

Rogério Almeida, vicepresidente della ricerca e sviluppo di Cristália, ha riferito che devono essere completate altre sette fasi precliniche su due specie animali prima della richiesta all’Anvisa, l’autorità brasiliana per i medicinali. L’azienda punta ad avviare i primi studi sull’uomo entro due anni, se i prossimi risultati saranno favorevoli.

I dati completi non sono ancora comparsi su riviste scientifiche sottoposte a revisione paritaria, perché la società sta procedendo con il deposito dei brevetti. Anche l’efficacia teorica dovrà essere verificata: bloccare la nicotina nel sangue potrebbe non bastare a eliminare il desiderio psicologico ed emotivo della sigaretta.


I limiti delle cure contro il fumo

Il tabagismo resta una dipendenza con un forte impatto sanitario. La combustione del tabacco libera circa 7mila sostanze chimiche, almeno 70 delle quali cancerogene secondo l’Istituto nazionale dei tumori brasiliano. Nel mondo, il fumo è associato a circa 8 milioni di morti ogni anno.

Cerotti e sostegno psicologico non garantiscono risultati definitivi. Le stime citate durante la presentazione indicano che l’85% delle persone che tentano di smettere torna a fumare entro dodici mesi; circa due terzi delle ricadute avvengono già nelle prime due settimane.

Un precedente statunitense invita alla cautela. Nel 2011 il candidato vaccino NicVAX non superò la fase 3 della sperimentazione su mille pazienti: il tasso di disassuefazione fu dell’11%, quasi identico a quello osservato con il placebo.

Bassetti ha definito il vaccino un possibile aiuto, ma ha sostenuto che «per liberarsi dal vizio del fumo sia indispensabile soprattutto una forte determinazione personale». A suo giudizio, l’aumento del costo delle sigarette sarebbe una misura più immediata per scoraggiare il consumo, soprattutto tra i giovani.

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