Meteo su Roma.

Salute 3 min di letturaAggiornato 4 ore fa

Aifa, rimborsato mirdametinib contro i neurofibromi plessiformi

La terapia riguarda pazienti dai 2 anni con lesioni sintomatiche non operabili legate alla neurofibromatosi di tipo 1

Aggiornamento delle 13:22

Mirdametinib può essere impiegato anche in preparazione a un intervento chirurgico o dopo l’operazione, ha spiegato Chiara Leoni del Gemelli. La terapia offre così un’opzione farmacologica agli adulti per i quali la chirurgia non è risolutiva o comporta rischi rilevanti.

Aggiornamento delle 13:22

Andrea Errico, presidente di Linfa, ha segnalato che i centri di riferimento per la neurofibromatosi sono ancora pochi. Secondo l’associazione, resta critica anche la continuità assistenziale, soprattutto nel passaggio dei pazienti dall’età pediatrica a quella adulta.

L’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la rimborsabilità di mirdametinib per i neurofibromi plessiformi sintomatici e non operabili. Il trattamento, destinato a persone adulte e pediatriche dai 2 anni con neurofibromatosi di tipo 1, sarà a carico del Servizio sanitario nazionale.

Offerta del giorno2 novembre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 59 giorni
*********


Una malattia rara e complessa

La decisione è contenuta nella determina numero 1421-2026, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 253 del 30 ottobre 2026. Il farmaco, commercializzato da Merck con il nome Ezmekly, è utilizzabile in monoterapia nei pazienti che rispettano i criteri previsti.

La neurofibromatosi di tipo 1 è una patologia genetica rara, trasmessa per via ereditaria nel 50% dei casi, che può coinvolgere diversi organi. Le stime indicano una prevalenza di circa 3 persone ogni 10mila. La malattia è associata anche a un rischio doppio, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare tumori nel corso della vita, con un’età media di comparsa intorno ai 39 anni.

Tra il 30% e il 50% delle persone colpite sviluppa neurofibromi plessiformi, formazioni che si sviluppano lungo le guaine dei nervi periferici. Queste lesioni possono provocare dolore cronico, deformazioni, limitazioni nei movimenti e un rilevante peggioramento della qualità della vita. Il dolore è riportato nel 77% dei pazienti.


I risultati della terapia

La rimborsabilità si basa sui dati dello studio multicentrico di fase 2b ReNeu, che ha coinvolto 114 adulti e bambini con lesioni sintomatiche non operabili. La risposta obiettiva è stata del 41% tra gli adulti e del 52% nella popolazione pediatrica.

Nel corso del trattamento sono state osservate anche riduzioni del volume tumorale superiori al 50%, associate a un calo del dolore e dei disturbi funzionali. Dopo quattro anni, il tasso di risposta è arrivato fino al 47% negli adulti e al 55% nei bambini, mentre le risposte più profonde hanno raggiunto rispettivamente il 70% e il 65%. Gli eventi avversi collegati alla terapia sono diminuiti dopo il primo anno.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Mirdametinib agisce come inibitore selettivo delle proteine MEK1 e MEK2, coinvolte nei meccanismi che regolano la crescita cellulare. Nella neurofibromatosi di tipo 1 questa via può risultare iperattiva e favorire lo sviluppo dei neurofibromi; il farmaco mira quindi a ridurre la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali.


Somministrazione e assistenza specialistica

Il medicinale è disponibile sia in capsule rigide sia in compresse dispersibili in acqua. La seconda formulazione è pensata anche per i bambini piccoli e per gli adulti con difficoltà di deglutizione. Il ciclo terapeutico dura 28 giorni: l’assunzione è prevista due volte al giorno per 21 giorni, seguiti da una settimana di pausa.

“La gestione richiede una presa in carico specialistica e multidisciplinare che accompagni il paziente nell’arco di tutta la vita”, ha spiegato Chiara Leoni, responsabile della Uos Malattie rare pediatriche e Terapie Innovative della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma. Secondo la specialista, la nuova disponibilità amplia le possibilità di cura per chi presenta neurofibromi plessiformi non operabili.

La chirurgia, infatti, non è sempre praticabile e anche dopo l’asportazione completa può verificarsi una ricrescita nel 20% dei casi; dopo una resezione parziale la percentuale può arrivare al 68%. Prima di questa opzione, per gli adulti con neurofibromatosi di tipo 1 le alternative terapeutiche erano limitate e prive di un’indicazione specifica.

“Questa approvazione segna una pietra miliare con cui Merck inizia il proprio percorso nell’area delle malattie rare”, ha dichiarato Ramón Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato di Merck Italia. L’azienda ha comunicato l’intenzione di affiancare alla terapia anche iniziative e servizi rivolti ai bisogni clinici e quotidiani dei pazienti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere