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Salute 2 min di lettura4 ore fa

Urina e RNA: il test che ha riconosciuto il 95% dei tumori alla vescica

L’analisi dei frammenti di RNA potrebbe rendere più preciso il percorso diagnostico e indicare quali pazienti risponderanno all’immunoterapia

Un’analisi condotta sull’urina ha raggiunto un’accuratezza del 95% nell’identificazione del tumore della vescica. Oltre a segnalare la presenza della malattia, il metodo potrebbe offrire indicazioni sulle cellule tumorali rimaste dopo le cure e sulla possibile risposta all’immunoterapia.


Il dato più rilevante arriva dall’urina

La tecnica è stata sviluppata dalla Stanford University insieme al Veterans Affairs Palo Alto Health Care System e presentata sulla rivista Nature Medicine. La valutazione ha riguardato 683 campioni di urina, nei quali sono stati esaminati frammenti di RNA liberati dalle cellule tumorali.

Rispetto ai sistemi che cercano il DNA tumorale nei liquidi biologici, l’approccio punta quindi su un’informazione diversa. Come ha spiegato il coordinatore della ricerca Maximilian Diehn, il DNA può indicare se il cancro è presente, mentre l’RNA potrebbe aggiungere elementi su ciò che accade all’interno della malattia.


Dalla diagnosi alle scelte terapeutiche

Durante le prove, l’esame ha riconosciuto anche la malattia residua, vale a dire le cellule neoplastiche ancora presenti nel corso o al termine di un trattamento oncologico. Questo risultato amplia il possibile impiego del test oltre la sola fase diagnostica.

L’analisi delle caratteristiche dell’RNA ha inoltre mostrato la possibilità di distinguere i pazienti destinati, potenzialmente, a rispondere all’immunoterapia. Nel tumore della vescica questi trattamenti possono risultare particolarmente impegnativi, ma il lavoro non presenta ancora questo parametro come un indicatore già approvato per l’uso clinico.

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Un limite ancora aperto

Joseph Liao, tra gli autori dello studio, ha sottolineato che oggi non sono disponibili marcatori biologici raccomandati o autorizzati per seguire l’evoluzione della malattia. Ha anche richiamato il peso dei trattamenti, sia sul piano fisico sia su quello economico.

Secondo Liao, riuscire a orientare meglio la scelta delle terapie potrebbe sostenere il lavoro dei medici e ridurre il carico per i pazienti. I risultati descrivono dunque una prospettiva promettente, che dovrà essere ulteriormente verificata prima di tradursi in uno strumento standard.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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