13.000Lettori online ora
Salute 3 min di lettura3 ore fa

Tso, la svolta della Consulta: difesa obbligatoria e nuove garanzie

La sentenza 157 impone l’assistenza di un avvocato, scelto dalla persona o assegnato d’ufficio, durante le fasi di convalida e proroga del trattamento.

La Corte costituzionale sollecita una revisione della disciplina del Tso e chiede interventi strutturali per rafforzare i servizi di salute mentale e l’assistenza alle persone e alle loro famiglie. Nel richiamare anche la necessità di contrastare il pregiudizio attraverso l’inclusione sociale, la sentenza collega la tutela dei diritti a un impegno più ampio, che riguarda risorse, cultura e comunicazione.

Il provvedimento ricorda però che il Trattamento Sanitario Obbligatorio resta anzitutto un intervento sanitario. Le decisioni cliniche devono quindi rimanere centrali e la competenza degli operatori rappresenta, secondo la Corte, «la prima garanzia» sia dell’adeguatezza delle cure sia della legittimità del trattamento.


Una tutela legale ora necessaria

Il principio affermato dalla sentenza 157, depositata oggi, riguarda la presenza obbligatoria di un difensore per la persona sottoposta a TSO disposto dal sindaco. L’assistenza deve essere assicurata nell’audizione davanti al giudice tutelare, richiesta prima della convalida, e nelle fasi successive legate alla proroga del trattamento.

L’avvocato può essere indicato dalla persona interessata oppure nominato d’ufficio quando manca un legale di fiducia. Al difensore dovrà inoltre essere trasmessa la decisione del giudice tutelare, sia quando il provvedimento viene convalidato sia quando la convalida viene negata. L’audizione si svolge di norma nel servizio psichiatrico ospedaliero di diagnosi e cura e può avvenire anche a distanza.


Il Tso incide sulla libertà

La Consulta sottolinea che il trattamento limita la possibilità di decidere autonomamente sulle proprie cure e comporta anche una restrizione della libertà personale e di movimento. La misura prevede infatti il ricovero non volontario in un reparto psichiatrico, dove la persona può essere trattenuta, generalmente, per 7 giorni, con possibilità di rinnovo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Proprio la portata di queste limitazioni rende indispensabile una difesa effettiva. Il diritto, già riconosciuto dalla Costituzione come inviolabile e applicato anche in materia di espulsione amministrativa degli stranieri, non può dipendere dalla lucidità del paziente, dalla disponibilità economica o dal sostegno della famiglia. La normativa attuale prevede la comunicazione del provvedimento del sindaco alla persona o al suo rappresentante legale, ma la Corte ritiene necessario garantire anche l’intervento tecnico di un avvocato.


Diritti e difficoltà organizzative

Nelle motivazioni vengono richiamate la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, approvata il 13 dicembre 2006 e resa esecutiva in Italia con la legge 3 marzo 2009 n. 18, oltre agli orientamenti della Corte Europea dei diritti dell’uomo. Questi riferimenti riconoscono l’importanza dell’assistenza legale nei procedimenti destinati a verificare la legittimità delle misure imposte.

La decisione si pone in continuità con la sentenza 76 del 2025, che aveva introdotto l’audizione davanti al giudice tutelare nei casi di TSO, e ribadisce che le persone con disturbi mentali conservano il diritto di agire e difendersi in condizioni di pari dignità. Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2, evidenzia tuttavia che l’applicazione concreta della pronuncia potrebbe creare problemi di organizzazione nei reparti, chiamati a garantire le nuove tutele senza trasformarsi in sedi giudiziarie.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere