Un laboratorio senza pause: l’IA formula ipotesi e verifica le idee
A Göteborg è nato un sistema che, insieme al robot Eve, può gestire quasi autonomamente l’intero percorso della ricerca scientifica.
Un sistema di intelligenza artificiale sviluppato alla Chalmers University of Technology di Göteborg è in grado di proporre ipotesi, pianificare prove di laboratorio e analizzare i risultati ottenuti. A eseguire materialmente gli esperimenti è Eve, il robot ricercatore creato dal gruppo guidato da Ross King: dall’integrazione dei due strumenti nasce un laboratorio capace di ripetere il ciclo della scoperta con un intervento umano limitato.
L’autonomia non elimina il ruolo umano
Il progetto punta soprattutto ad accelerare il lavoro in biologia, medicina e biotecnologie. L’intelligenza artificiale può esaminare grandi quantità di dati e mettere alla prova numerose possibilità in tempi ridotti, mentre Eve si occupa delle attività sperimentali secondo le indicazioni ricevute.
Ross King, professore del Dipartimento di Informatica e Ingegneria della Chalmers University of Technology e autore senior dello studio, sottolinea però che gli scienziati umani restano indispensabili. A loro spettano la scelta delle priorità, la valutazione del significato generale dei risultati e la supervisione degli aspetti etici della ricerca.
Così funziona il ciclo di ricerca
Il sistema prende in esame fonti diverse, dalla letteratura scientifica ai dati genomici e metabolici del lievito Saccharomyces cerevisiae. L’analisi serve a riconoscere possibili linee di studio e a costruire un’ipotesi da sottoporre a verifica.
Dopo aver individuato il metodo più adatto, l’intelligenza artificiale affida a Eve la realizzazione dei test. I dati prodotti dal robot tornano quindi al sistema, che li interpreta e stabilisce se sostengono oppure no l’ipotesi iniziale. Quando emergono elementi nuovi, il programma può proporre ulteriori domande e progettare altri esperimenti, alimentando una sequenza continua di osservazione, controllo e apprendimento.
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Dalla biologia ai nuovi farmaci
Tra gli ambiti indicati dai ricercatori c’è la ricerca farmacologica, settore per il quale Eve era stata progettata in origine. L’automazione delle fasi più ripetitive potrebbe consentire di studiare più rapidamente sistemi biologici complessi e di individuare collegamenti tra processi e meccanismi cellulari.
Secondo gli autori, il valore del progetto non consiste nella sostituzione dei ricercatori, ma nella possibilità di affiancarli con strumenti capaci di analizzare dati su una scala difficilmente sostenibile da una sola persona. L’obiettivo è quindi ampliare l’esplorazione scientifica e favorire la produzione di nuove conoscenze in tempi più brevi.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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