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Salute 2 min di lettura6 giorni fa

Tumori intramidollari: quando la tecnologia guida la scelta chirurgica

Andrea Barbanera sottolinea il ruolo di strumenti avanzati e lavoro condiviso nella gestione dei pazienti con lesioni del midollo spinale.

«Questi parametri permettono di definire un trattamento 'tailor made', costruito sulle caratteristiche del singolo paziente, con una chirurgia sempre meno invasiva e, di conseguenza, con la possibilità di ottenere un migliore recupero nell’immediato». È questa, secondo Andrea Barbanera, la direzione verso cui si sta muovendo la chirurgia dei tumori intramidollari.


La tecnologia adatta l’intervento

Nel corso del 75.esimo Congresso nazionale della Sinch, il direttore della Struttura complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale Civile di Alessandria ha richiamato l’attenzione sull’impiego di più strumenti durante il percorso chirurgico. Tra questi figurano il monitoraggio neurofisiologico, la chirurgia robotica e la neuronavigazione.

A questi supporti si aggiunge l’intelligenza artificiale, utilizzabile per esaminare gli esiti degli interventi e analizzare la letteratura scientifica. L’insieme di tali risorse consente di calibrare le decisioni sulle caratteristiche specifiche della persona assistita, con l’obiettivo di contenere l’invasività del trattamento.


La decisione non è automatica

Un tema centrale dell’appuntamento di Catania ha riguardato le lesioni intramidollari, comprese quelle scoperte casualmente o associate a manifestazioni cliniche modeste. In situazioni di questo tipo, ha spiegato Barbanera, il primo passaggio consiste nello stabilire se l’operazione sia davvero indicata.

Soltanto dopo questa valutazione si prende in considerazione il ricorso alla chirurgia e si definisce il percorso più adatto. La scelta viene quindi inserita in un’analisi che tiene conto del quadro individuale e delle possibili criticità legate all’intervento.

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Confronto tra specialisti decisivo

Barbanera ha inoltre evidenziato il valore del lavoro multidisciplinare nella chirurgia vertebrale. Il confronto tra professionisti, ha osservato, favorisce la crescita delle competenze e permette di esaminare anche complicanze e problemi che possono emergere nell’attività quotidiana.

Il neurochirurgo, che fa parte del Consiglio direttivo della Società italiana di neurochirurgia, è intervenuto al congresso organizzato a Catania. La collaborazione tra specialisti è stata indicata come uno degli elementi necessari per affrontare in modo più consapevole i casi complessi.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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