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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Tumori digestivi, la robotica guadagna terreno: cosa dicono i dati

Studi su esofago e stomaco indicano vantaggi nella sopravvivenza, nelle perdite di sangue e nelle complicanze dopo l’intervento.

Il confronto con la chirurgia laparoscopica e tradizionale entra in una nuova fase grazie ai risultati ottenuti nel trattamento dei tumori dell’esofago e dello stomaco. Tra le evidenze più recenti, uno studio sull’esofago segnala una sopravvivenza globale a cinque anni del 69,4% con la tecnica robotica, contro il 56,2% registrato con laparoscopia e toracoscopia convenzionali.


I dati più solidi arrivano dall’esofago

Il risultato emerge dallo studio clinico RAMIE di fase 3, pubblicato su The Lancet Gastroenterology & Hepatology e condotto su pazienti con carcinoma squamocellulare dell’esofago. Il vantaggio appare ancora più evidente tra le persone che avevano ricevuto trattamenti neoadiuvanti prima dell’operazione.

Un’altra ricerca, realizzata utilizzando il registro nazionale del Giappone e pubblicata su Gastric Cancer, ha invece messo a confronto la gastrectomia robotica con quella laparoscopica. Nel tumore dello stomaco, l’approccio robotico è stato associato a una riduzione delle perdite ematiche compresa tra il 33% e il 40%, oltre che a una diminuzione del rischio di conversione all’intervento a cielo aperto tra il 50% e il 65%.


Meno complicazioni dopo la gastrectomia

Lo stesso studio ha rilevato degenze ospedaliere più brevi e una minore frequenza di complicazioni post-operatorie gravi nei pazienti sottoposti alla procedura robotica. Sono dati che, secondo Marco Milone, professore di chirurgia generale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, indicano un cambiamento concreto nel ruolo di questa tecnologia.

«Siamo ormai vicini al sorpasso della chirurgia robotica rispetto a quella tradizionale e laparoscopica», ha affermato Milone. Il docente, vicepresidente e fondatore dell’Italian Club of Robotic Surgery, ha ricordato anche il confronto passato sulle indicazioni dell’Agenas, sostenendo che proprio nei distretti più complessi, come esofago e stomaco, studi e risultati clinici mostrano l’utilità dell’approccio robotico.

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A Napoli il punto sull’innovazione

Le nuove evidenze saranno tra i temi di “Riflettori sulla chirurgia robotica 2026”, l’appuntamento annuale promosso da ICORS al Policlinico Federico II di Napoli fino al 3 ottobre. Il programma riunisce i rappresentanti della Scuola SIC di innovazione tecnologica e dell’Italian Club of Robotic Surgery.

Il convegno sarà dedicato anche alla formazione, all’evoluzione dei sistemi guidati dall’Intelligenza artificiale e alla possibile crescita dell’autonomia delle piattaforme, sempre sotto la supervisione umana. «La chirurgia robotica è una realtà quotidiana in forte crescita», ha spiegato Milone, sottolineando l’aumento delle procedure e la disponibilità di decine di piattaforme.

Durante i tre giorni sono previste sessioni scientifiche, dimostrazioni chirurgiche in diretta e registrate sull’apparato digerente, oltre a esercitazioni pratiche e simulazioni virtuali nei laboratori del Policlinico Federico II.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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