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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Tumori di esofago e stomaco: la robotica cambia passo

Due studi internazionali indicano vantaggi sulla sopravvivenza e sulle complicanze, mentre a Napoli si discute il futuro della chirurgia assistita dalla tecnologia.

I risultati più recenti stanno rafforzando il ruolo della chirurgia robotica nel trattamento di alcuni tumori dell’apparato digerente. Per il carcinoma dell’esofago emerge un vantaggio sulla sopravvivenza a cinque anni, mentre nella chirurgia dello stomaco gli studi segnalano meno perdite di sangue, un minore ricorso all’intervento a cielo aperto e una riduzione delle complicanze gravi.


Dall’esofago arrivano dati sulla sopravvivenza

Uno studio clinico di fase 3, pubblicato su The Lancet Gastroenterology & Hepatology, ha confrontato la chirurgia robotica con le tecniche laparoscopica e toracoscopica convenzionali nei pazienti con carcinoma squamocellulare dell’esofago. La sopravvivenza globale a cinque anni è risultata del 69,4% nel gruppo sottoposto alla procedura robotica, contro il 56,2% registrato con l’approccio tradizionale mini-invasivo.

Il divario appare ancora più ampio tra i pazienti che avevano ricevuto terapie neoadiuvanti, cioè trattamenti effettuati prima dell’intervento. Marco Milone, professore di chirurgia generale all’Università degli Studi di Napoli Federico II e vicepresidente e fondatore dell’Italian Club of Robotic Surgery, ha osservato: «Siamo ormai vicini al sorpasso della chirurgia robotica rispetto a quella tradizionale e laparoscopica».


Nello stomaco meno sangue e rischi

Un’altra ricerca, realizzata utilizzando il registro nazionale giapponese e pubblicata su Gastric Cancer, ha esaminato la gastrectomia robotica per il tumore dello stomaco. Il confronto con la gastrectomia laparoscopica indica una riduzione delle perdite ematiche compresa tra il 33% e il 40%.

Lo stesso lavoro segnala inoltre un calo del rischio di conversione all’intervento a cielo aperto, passato dal 50% al 65% in meno, oltre a ricoveri più brevi e a una diminuzione delle complicanze post-operatorie gravi. Secondo Milone, questi risultati hanno riacceso il confronto sulle indicazioni dell’Agenas e sostengono l’utilità della robotica soprattutto nei distretti anatomici più complessi.

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A Napoli si guarda all’autonomia

I risultati saranno tra gli argomenti al centro di “Spotlight on Robotic Surgery 2026”, appuntamento dell’Italian Club of Robotic Surgery in programma fino al 3 ottobre al Policlinico Federico II di Napoli. L’incontro riunisce la Scuola SIC di innovazione tecnologica e l’associazione dedicata alla chirurgia robotica.

Il programma comprende sessioni scientifiche, dimostrazioni e riprese di interventi sull’apparato digerente, oltre a esercitazioni pratiche e simulazioni virtuali nei laboratori del Policlinico. Tra i temi previsti figurano anche la formazione, la diffusione delle piattaforme robotiche e l’evoluzione verso sistemi assistiti dall’intelligenza artificiale, con livelli di autonomia sempre maggiori ma guidati dall’uomo.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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