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Salute 2 min di lettura5 giorni fa

Tumori cerebrali, la svolta molecolare: cure più mirate

La classificazione del 2021 ha modificato la lettura delle neoplasie cerebrali e orientato la scelta di strumenti e terapie sulle caratteristiche del singolo paziente.

La gestione dei tumori cerebrali punta sempre più sulla personalizzazione. Età, condizioni cliniche, funzioni cognitive e peculiarità della neoplasia concorrono oggi a definire il percorso chirurgico e terapeutico, insieme alle informazioni ottenute dall’analisi molecolare.


La classificazione guarda ai geni

Il cambiamento più rilevante riguarda il modo di identificare e distinguere i tumori. Come ha spiegato Stefano Telera, responsabile dell’Unità di Neurochirurgia dell’Irccs Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, durante il 75esimo congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia (Sinch), "La neuro-oncologia ha conosciuto negli ultimi anni progressi straordinari. La nuova classificazione pubblicata nel 2021 ha cambiato in maniera significativa il modo con cui guardiamo ai tumori cerebrali".

In precedenza l’osservazione al microscopio e lo studio dei tessuti rappresentavano il principale riferimento. Il modello attuale integra invece anche dati genetici e molecolari, che hanno contribuito a chiarire il comportamento di tumori come gliomi e meningiomi.


Tecnologia al servizio del paziente

L’aspetto microscopico, da solo, non sempre consente di prevedere l’evoluzione della malattia. Neoplasie dall’aspetto simile, o considerate inizialmente poco aggressive, possono seguire percorsi clinici differenti; al contrario, alcune forme ritenute più favorevoli possono rivelare caratteristiche più aggressive.

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Sul piano operativo, la neurochirurgia dispone di microscopi, endoscopi, esoscopi, ecografi e sistemi di Tac intraoperatoria. Telera ha però sottolineato che la disponibilità di strumenti avanzati non basta: "Il nostro compito è individuare le tecnologie più appropriate per ogni paziente, fornire campioni istologici adeguati per definire terapia e prognosi, e asportare il tumore preservando la qualità di vita".

La scelta, dunque, non consiste nell’adottare automaticamente l’apparecchiatura più sofisticata. Il trattamento deve essere calibrato sul quadro complessivo della persona, mentre i campioni istologici devono permettere di orientare la prognosi e le decisioni terapeutiche.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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