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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Allattamento, il dato che divide l’Italia: cosa accade dopo la nascita

Nel 2025 il 71% dei neonati sani e a termine è stato allattato solo al seno, ma la quota diminuisce nei mesi successivi e resta il divario tra territori.

Il 71% dei neonati sani e nati a termine ha ricevuto nel 2025 esclusivamente latte materno. La percentuale, però, cala rapidamente con il passare del tempo: arriva al 48% tra i 2 e i 3 mesi e si ferma al 39% nella fascia compresa tra 4 e 5 mesi. Anche la provenienza geografica continua a incidere, con risultati migliori al Nord e al Centro rispetto a Sud e Isole.


Il sostegno si interrompe troppo presto

I dati vengono rilanciati durante la Settimana Mondiale dell’Allattamento, in programma dall’1 al 7 ottobre. In questa occasione la Società Italiana di Neonatologia rinnova l’impegno a fianco delle famiglie, sottolineando quanto l’assistenza dopo il parto possa influire sull’avvio e sulla prosecuzione dell’allattamento.

Per Massimo Agosti, presidente della Società Italiana di Neonatologia, conoscere i vantaggi dell’allattamento non è sufficiente: «Una madre ha bisogno di un sostegno concreto e continuativo». Questo aiuto, ha spiegato, deve arrivare sia dalla famiglia sia dai professionisti e dai servizi sanitari.


Gli ospedali al centro del progetto

Nel 2023 la Società Italiana di Neonatologia ha avviato il progetto «Politica aziendale per l’allattamento», pensato per promuovere, tutelare e accompagnare questa pratica nei reparti di Neonatologia e Ostetricia. L’obiettivo è fare in modo che l’assistenza alla madre e al neonato includa procedure capaci di favorire il contatto e l’avvio dell’allattamento.

Finora hanno aderito 115 Punti Nascita: 81 nel Nord, 12 nel Centro e 22 tra Sud e Isole. Di questi, 65 hanno ottenuto l’accreditamento come «Punti Nascita per l’allattamento», dopo aver raggiunto requisiti come una politica interna dedicata, un gruppo di lavoro specifico, la permanenza del neonato nella stanza della madre e il contatto pelle a pelle in sala parto.

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Le difficoltà non sono sempre cliniche

Su questa linea è stato elaborato anche il documento di indirizzo 2026 sull’allattamento. Il testo mira innanzitutto a promuovere consulenze professionali personalizzate per accompagnare le madri durante il percorso.

Un secondo obiettivo consiste nel distinguere le vere controindicazioni, definite rare, dagli ostacoli e dalle difficoltà che invece possono rendere più complesso allattare. La Società Italiana di Neonatologia punta così a rafforzare il ruolo dei servizi sanitari nel sostegno alle famiglie.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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