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Salute 3 min di lettura30 set

Caldo estremo, i maxi eventi diventano una prova sanitaria: i numeri Oms

Le nuove indicazioni dell’Oms chiedono di preparare ogni aspetto dei grandi raduni per limitare gli effetti delle temperature elevate su pubblico e operatori.

La gestione del caldo nei grandi eventi non può essere separata dall’organizzazione complessiva: sede, trasporti, sicurezza, comunicazioni, servizi igienici e gestione del personale incidono sulla possibilità di trovare acqua, refrigerio e assistenza medica. Le nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) prendono in esame tutte le fasi dell’iniziativa, dalla preparazione alla chiusura.

L’agenzia invita governi, organizzatori e soggetti coinvolti a inserire il rischio termico nei piani sanitari e nelle procedure per le emergenze. L’obiettivo è collegare queste misure alle strategie più ampie di gestione dei rischi, così da rendere più sicuri i grandi appuntamenti in ogni parte del mondo.


La sicurezza si prepara prima dell’evento

Secondo l’Oms, le contromisure devono essere predisposte prima che il termometro raggiunga valori pericolosi. Tra gli interventi indicati figurano la disponibilità di acqua potabile e servizi igienici affidabili, le strutture per trovare sollievo dal calore, eventuali modifiche agli orari, il controllo degli spostamenti della folla e la protezione dei lavoratori.

Il piano dovrebbe comprendere anche una comunicazione chiara rivolta al pubblico, il monitoraggio in tempo reale delle condizioni e un servizio medico sul posto adeguatamente dimensionato. Una rete sanitaria ben organizzata consente di trattare direttamente nella sede dell’evento oltre il 90% dei pazienti, alleggerendo il carico su ospedali e ambulanze.


Il bilancio globale continua a crescere

Il riscaldamento del pianeta ha reso più frequenti e intense le situazioni di caldo estremo in gran parte delle regioni terrestri. L’Oms, richiamando le valutazioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, segnala che la tendenza potrebbe proseguire a ogni ulteriore aumento della temperatura globale.

Dagli anni ’90 a oggi, i decessi attribuiti al caldo nel mondo sarebbero aumentati del 63%. Nel decennio 2012-2021 la stima ha raggiunto una media di 546.000 morti ogni anno, un dato che colloca le temperature elevate tra le principali minacce per la salute pubblica.

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Maxi raduni sotto pressione

Partite, celebrazioni religiose e manifestazioni culturali possono rendere più difficile affrontare il caldo. L’esposizione prolungata all’aperto, la presenza ravvicinata di molte persone, la difficoltà nel reperire acqua sicura, la fatica degli spostamenti e la scarsa conoscenza del clima locale possono sommarsi alla pressione sui servizi sanitari.

Il rischio riguarda non soltanto gli spettatori, ma anche partecipanti, volontari e addetti. Le ricerche realizzate tra il 1980 e il 2025 hanno raccolto quasi 500mila interventi sanitari durante grandi raduni, compresi oltre 22.000 episodi collegati alle temperature elevate.


L’allerta dell’Organizzazione mondiale della sanità

Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del Programma dell’Oms per le Emergenze sanitarie, ha definito il caldo estremo una minaccia per salute, sicurezza e continuità delle attività. «Non è soltanto un rischio ambientale, ma una questione centrale di gestione e coordinamento», ha affermato, sottolineando che la tutela non può essere affidata solo alle scelte dei singoli.

Le linee guida si rivolgono a tutte le categorie presenti nei grandi eventi e si affiancano ai piani d’azione su caldo e salute, alle disposizioni nazionali, alle regole sulla sicurezza professionale, ai protocolli per le emergenze e alle indicazioni cliniche. L’Oms chiede quindi che la valutazione del pericolo termico entri stabilmente nella progettazione e nella conduzione delle manifestazioni.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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