Obesità e adolescenza: la proposta dei pediatri fino ai 18 anni
La Fimp chiede di prolungare l’assistenza pediatrica per seguire meglio la crescita, prevenire i rischi e accompagnare i ragazzi verso la medicina generale.
«Intervenire presto significa poter modificare il percorso di salute del bambino e dell’adulto che diventerà», ha affermato Antonio D’Avino, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri, parlando del contrasto all’obesità. Il tema è tra quelli al centro del congresso nazionale della Fimp, in programma a Napoli fino al 4 ottobre.
I dati richiamati dai pediatri mostrano che circa il 19% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, mentre il 10% convive con l’obesità. La condizione tende inoltre a protrarsi nel tempo: riguarda ancora più della metà dei bambini obesi durante l’adolescenza e oltre il 70% degli adolescenti obesi anche in età adulta.
Una presa in carico fino ai 18 anni
Per affrontare anche queste vulnerabilità, la Fimp rilancia l’ipotesi di ampliare fino alla maggiore età il periodo in cui il ragazzo può rivolgersi al pediatra di famiglia. La misura interesserebbe oltre 2,2 milioni di giovani tra i 14 e i 17 anni e punta a rendere più stabile l’assistenza durante l’adolescenza.
Secondo la federazione, mantenere un riferimento già conosciuto aiuterebbe a riconoscere con maggiore tempestività non soltanto le malattie, ma anche segnali di disagio psicologico, sociale e relazionale. L’adolescenza è infatti segnata da problemi come fragilità emotive, uso problematico del digitale, dipendenze da sostanze, scarsa attività fisica e disturbi dell’alimentazione.
Il passaggio al medico dell’adulto
D’Avino ha spiegato che il pediatra dispone spesso di una conoscenza approfondita della storia clinica del giovane e del suo ambiente familiare. A suo avviso, conservare questo legame fino ai 18 anni potrebbe ridurre il rischio di interruzioni proprio quando cambiano le esigenze sanitarie e dovrebbe rendere più graduale il trasferimento alla medicina generale.
La proposta, nelle intenzioni della Fimp, non mira a ridefinire il ruolo dei due professionisti. L’obiettivo sarebbe piuttosto favorire un raccordo più efficace, anche attraverso una migliore circolazione delle informazioni sanitarie, lasciando a pediatria di famiglia e medicina generale competenze complementari.
Per le famiglie si tratterebbe di avere più a lungo un interlocutore conosciuto; per i ragazzi, di proseguire il percorso con un medico che ne comprende già la storia. La realizzazione dell’estensione richiederebbe però interventi coordinati su numero dei professionisti, massimali e organizzazione dell’assistenza territoriale, in un Paese in cui la diminuzione delle nascite sta riducendo le fasce pediatriche più giovani.
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Prevenzione tra infezioni e vaccini
Il congresso dedica spazio anche alla promozione della salute durante l’età evolutiva. Tra gli argomenti figurano vaccinazioni, alimentazione, abitudini quotidiane, benessere psicologico e rapporto con la tecnologia, insieme alla prevenzione delle infezioni respiratorie in vista dell’inverno.
«Stiamo già osservando una diffusione importante di adenovirus, rinovirus e virus parainfluenzali, che interessano attualmente circa il 20-30% dei bambini in età scolare», ha dichiarato D’Avino. Il pediatra di famiglia, ha aggiunto, può sostenere le famiglie nell’adozione di comportamenti preventivi e contribuire a limitare l’impiego non appropriato degli antibiotici.
Resta aperto anche il tema delle coperture vaccinali. Nei primi cinque mesi del 2026 i casi confermati di morbillo sono stati 472, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025; la maggior parte ha riguardato persone tra i 15 e i 39 anni, soprattutto non vaccinate, mentre il tasso più elevato è stato rilevato tra i bambini sotto i 4 anni. In adolescenza, la Fimp considera importante recuperare anche le vaccinazioni contro il papilloma virus umano.
Il congresso della Fimp
L’estensione dell’assistenza pediatrica è una delle proposte discusse al 20° congresso nazionale della Federazione italiana medici pediatri. L’appuntamento, aperto a Napoli, riunisce oltre 650 pediatri provenienti da tutta Italia e proseguirà fino al 4 ottobre.
Al centro dell’incontro c’è una visione del pediatra non limitata alla cura delle patologie, ma rivolta anche alla crescita, allo sviluppo e al sostegno delle famiglie. In questo quadro, la continuità assistenziale viene presentata come uno strumento per intercettare prima i problemi di salute e accompagnare con maggiore gradualità il passaggio all’età adulta.
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