Tumori cerebrali, la svolta della classificazione: cure più mirate
Genetica, analisi molecolari e strumenti avanzati stanno modificando la diagnosi e la gestione dei tumori cerebrali.
La neuro-oncologia sta orientando la propria evoluzione verso percorsi sempre più personalizzati. A spiegare il cambiamento è Stefano Telera, responsabile dell’Unità di Neurochirurgia dell’Irccs Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, intervenuto a Catania durante il 75esimo congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia (Sinch).
La diagnosi guarda oltre il microscopio
Secondo Telera, la classificazione dei tumori cerebrali pubblicata nel 2021 ha modificato profondamente l’approccio alla malattia. In precedenza l’inquadramento dipendeva soprattutto dall’aspetto osservato al microscopio e dalle proprietà dei tessuti; oggi il quadro comprende anche le variazioni genetiche e molecolari.
L’integrazione di questi dati ha consentito di interpretare meglio il comportamento di neoplasie come gliomi e meningiomi. Tumori dall’apparenza simile, o considerati inizialmente benigni, possono infatti seguire percorsi clinici differenti: alcune forme ritenute favorevoli si sono rivelate aggressive, mentre altre hanno mostrato un andamento diverso da quello atteso. “Oggi possiamo comprenderne meglio il comportamento e scegliere tecnologie e trattamenti sempre più personalizzati”, ha affermato Telera.
La tecnologia va adattata al paziente
Parallelamente sono aumentate le possibilità offerte dalla sala operatoria. Microscopi, endoscopi, esoscopi, ecografi e sistemi di Tac intraoperatoria fanno parte degli strumenti che possono contribuire a rendere più accurati gli interventi neurochirurgici.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La disponibilità di apparecchiature avanzate, tuttavia, non sostituisce la valutazione del singolo caso. Età, condizioni cliniche, funzioni cognitive e caratteristiche della neoplasia rendono ogni paziente diverso. Per questo, ha spiegato il neurochirurgo, la scelta deve ricadere sulla soluzione più appropriata, così da ottenere campioni istologici utili a definire terapia e prognosi e rimuovere la lesione tutelando, per quanto possibile, la qualità di vita.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Farmaci introvabili, il dato Aifa ridimensiona l’allarme: cosa succede
L’Agenzia italiana del farmaco fotografa le fragilità della filiera, ma segnala che nella maggior parte dei casi esistono sostituti o percorsi di importazione.
Esami e glicemia: nei futuri medici il picco arriva sotto stress
Un piccolo studio su 22 studenti senza diabete ha rilevato valori di glucosio più alti prima e durante una prova di biochimica.
Carne rossa e diabete: quel 63% legato a una molecola
Uno studio francese collega il Neu5Gc assunto con la carne a una maggiore probabilità di diabete di tipo 2, ma i risultati sono ancora preliminari.
Cilta-cel nel mieloma: 5 anni senza progressione per 1 paziente su 2
I dati a lungo termine della coorte iniziale di Cartitude-2 mostrano remissioni durature dopo una sola infusione e senza trattamento di mantenimento.