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Salute 2 min di lettura2 ore fa

Tre anni con una leva nella schiena: il caso risolto al Bambino Gesù

Un ragazzo ha vissuto normalmente dopo una caduta in bicicletta, finché un dolore alla gamba ha portato alla scoperta del frammento metallico vicino a un nervo

Per tre anni ha continuato a praticare sport senza disturbi rilevanti, mentre nella sua schiena era rimasta una leva del freno lunga circa 5,5 centimetri. Il corpo estraneo, entrato nel fianco dopo una caduta in bicicletta, è stato individuato soltanto a 13 anni, durante gli esami svolti per un dolore alla gamba.

L’intervento per rimuoverlo si è svolto all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro. L’operazione, particolarmente delicata per la vicinanza a una radice nervosa, è durata circa tre ore e si è conclusa senza complicanze: il ragazzo è tornato a casa dopo pochi giorni e il recupero è stato completo.

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Il frammento era vicino a un nervo

Dopo l’incidente, avvenuto quando aveva 10 anni, il ragazzo non aveva accusato problemi tali da limitare la sua vita quotidiana. A distanza di tempo sono comparsi prima dolore alla gamba destra e poi una sensazione di fastidio a entrambi gli arti inferiori. Gli accertamenti neurologici non avevano mostrato anomalie, ma una radiografia della colonna ha rivelato la presenza di un elemento metallico curvo nella zona lombare, sul lato sinistro.

La tomografia computerizzata ha permesso di ricostruire il tragitto della leva. Il pezzo era entrato dal fianco sinistro e si era spostato verso la parte bassa della schiena, con la punta accanto al foro tra la terza e la quarta vertebra lombare, il passaggio da cui fuoriesce una radice nervosa. Attorno all’oggetto si era inoltre formato tessuto fibroso, che lo aveva inglobato e separato dalle strutture circostanti.


Una rimozione eseguita con estrema precisione

Il caso è stato affidato all’équipe di Ortopedia e Traumatologia del Bambino Gesù di Palidoro, guidata da Pier Francesco Costici. L’intervento è stato eseguito dal dottor Leonardo Oggiano attraverso una piccola apertura nella parte posteriore della schiena. Per arrivare alla leva, i chirurghi hanno dovuto creare uno spazio intorno alla radice e praticare una neurolisi, cioè la liberazione del nervo dalle aderenze e dal corpo estraneo.

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«La difficoltà principale era rappresentata dalla posizione della leva, che si era portata nello spazio foraminale, proprio nel punto in cui dalla colonna fuoriesce la radice nervosa», ha spiegato Oggiano. Il nervo è stato separato gradualmente e controllato per tutta la procedura con il monitoraggio neurofisiologico, fino all’estrazione integra della leva.

Costici ha sottolineato la particolarità della storia clinica: per tre anni il ragazzo aveva svolto le proprie attività senza sintomi significativi, nonostante la presenza di un oggetto di quelle dimensioni in una zona anatomica delicata. Il decorso dopo l’operazione è stato regolare: il paziente si è alzato già il mattino seguente e, al controllo, non sono emerse conseguenze neurologiche o fisiche.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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