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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Allattamento, il dato globale scende al 22,6% dopo sei mesi

Un’indagine condotta in 28 Paesi fotografa una pratica esclusiva ancora poco diffusa. In Italia migliorano i valori tra i 4 e i 5 mesi, ma restano differenze territoriali

Solo il 49,1% dei neonati viene alimentato esclusivamente con latte materno dal parto fino alla dimissione ospedaliera. A sei mesi, invece, la quota rilevata nei 28 Paesi coinvolti nell’indagine scende al 22,6%, il livello medio più basso registrato in sedici anni di monitoraggio.

In Italia il quadro presenta alcuni segnali di miglioramento, ma l’allattamento esclusivo resta lontano dall’essere una pratica generalizzata. Nel 2025 ha riguardato il 48,2% dei bambini tra i 2 e i 3 mesi e il 39,3% di quelli tra i 4 e i 5 mesi.

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L’Italia migliora, ma resta divisa

I dati italiani arrivano dalla sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità dedicata a bambine e bambini da 0 a 2 anni. La percentuale relativa alla fascia 4-5 mesi è salita rispetto al 2022, quando si attestava al 30%, mentre persistono risultati peggiori nelle regioni del Sud rispetto al Centro-Nord.

È rimasta invece invariata, al 13%, la proporzione di bambini e bambine che non hanno mai ricevuto latte materno. Secondo Angela Giusti, codirettrice del Centro collaboratore dell’Organizzazione mondiale della sanità presso l’Istituto superiore di sanità, quasi nove famiglie su dieci iniziano l’allattamento, ma una parte consistente non riesce a continuare secondo le proprie intenzioni.

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Il sostegno non riguarda solo gli ospedali

Giusti ha sottolineato che l’accoglienza dell’incontro presso l’Istituto superiore di sanità assume un rilievo particolare perché il nuovo Piano nazionale della prevenzione include i percorsi Baby-friendly tra gli obiettivi assegnati alle Regioni. Il riferimento è all’iniziativa Oms-Unicef Baby-friendly Hospital Initiative, al centro del tredicesimo appuntamento della rete internazionale in corso a Roma.

La riunione, che prosegue fino a domani, coinvolge delegazioni di diversi Paesi per verificare l’applicazione del programma negli ospedali, nelle unità neonatali e nei servizi territoriali. L’indagine evidenzia però che l’assistenza sanitaria, pur necessaria, non basta da sola: secondo Giusti incidono anche l’organizzazione dei luoghi di lavoro, le politiche rivolte ai genitori, la disponibilità di spazi pubblici e la tutela dalle pratiche commerciali legate ai sostituti del latte materno.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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