TikTok e ideali di magrezza: cosa mostrano 323 donne
Una ricerca canadese collega i contenuti centrati sull’aspetto fisico a un umore peggiore e a una maggiore oggettificazione di sé.
Non è ancora stato chiarito quali siano gli effetti a lungo termine della diffusione online di filmati dedicati all’aspetto fisico. Secondo le considerazioni riportate da Francesco Cro, psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale di Viterbo, aiutare le ragazze a costruire la propria sicurezza oltre i modelli estetici potrebbe essere importante per ridurre il peso di questi messaggi.
Il confronto estetico diventa un circolo
L’esposizione continua a immagini associate a canoni difficili da raggiungere può alimentare paragoni carichi di ansia, insoddisfazione e vergogna verso il proprio corpo. In alcuni casi, l’utilizzo delle piattaforme può inserirsi in un meccanismo ripetitivo nel quale il confronto porta frustrazione e la frustrazione spinge a cercare nuovi contenuti.
I messaggi ricevuti attraverso i social possono modificare rapidamente, e spesso senza piena consapevolezza, sia l’umore sia il modo di pensare. Comprendere come vengono interpretati questi stimoli, che arrivano con grande frequenza nella vita quotidiana, può aiutare a non recepirne automaticamente le conseguenze emotive e cognitive.
Il test su 323 partecipanti
A esaminare il fenomeno è stata Samantha Jones, psicologa specializzata in psicologia sociale, insieme alle colleghe della Western University di London, in Canada. La ricerca ha coinvolto 323 donne, chiamate a reagire a una serie di contenuti di TikTok differenti per messaggio e impostazione.
Prima della visione è stato somministrato un questionario sulla tendenza all’oggettificazione di sé. Con questo termine si indica la propensione a valutare il proprio valore soprattutto attraverso l’aspetto esteriore, lasciando in secondo piano capacità e caratteristiche personali. In seguito, ogni partecipante ha guardato casualmente 20 video.
Anche l’accettazione lascia il segno
I filmati proponevano la magrezza come riferimento estetico, sottolineavano il ruolo della forma fisica oppure invitavano a riconoscere il proprio corpo con qualità e difetti. Era presente anche un gruppo di contenuti neutrali, privi di un riferimento diretto all’apparenza.
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Dopo i video orientati alla magrezza o alla forma fisica, tutte le donne hanno segnalato un peggioramento dell’umore e un incremento dell’oggettificazione. I contenuti favorevoli all’accettazione corporea sembravano invece migliorare lo stato d’animo, ma non eliminavano la percezione di sé come oggetto da valutare.
L’aspetto resta il punto centrale
Il risultato suggerisce che persino un messaggio pensato per valorizzare l’accettazione del corpo può mantenere attivo il confronto sull’estetica. Le partecipanti più sensibili, in senso positivo o negativo, ai filmati legati all’apparenza erano anche quelle che mostravano già all’inizio livelli più elevati di oggettificazione.
Le ricercatrici richiamano quindi l’attenzione sul ruolo della cultura dominante e dei social nel modo in cui le donne guardano al proprio corpo. Quando il giudizio esterno viene interiorizzato, può comparire vergogna per la propria immagine; questa condizione, secondo il quadro descritto, può predisporre a depressione e disturbi del comportamento alimentare.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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