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Salute 4 min di lettura25 ott

Terme italiane, la sfida globale: cosa serve per attirare pazienti

Il turismo sanitario cresce tra cure, prevenzione e benessere, ma l’Italia deve rendere più chiara e accessibile la propria offerta.

Il termalismo italiano si trova davanti a una scelta strategica: restare ancorato soprattutto al Servizio sanitario nazionale oppure conquistare uno spazio più ampio nel mercato internazionale. Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, ritiene che le due dimensioni possano convivere, a condizione di mantenere al centro ricerca, appropriatezza delle prestazioni e qualità dell’assistenza.

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Tra Ssn e domanda internazionale

Secondo Iorio, il rapporto con il Ssn tutela la funzione sanitaria delle terme e garantisce l’accesso alle cure. Allo stesso tempo, una maggiore presenza di visitatori stranieri potrebbe favorire nuovi investimenti in strutture, tecnologie e formazione, oltre a distribuire le presenze durante l’intero anno.

Per chi sceglie di spostarsi oltreconfine per motivi di salute, tuttavia, il percorso deve essere facilmente comprensibile. Occorre sapere quali prestazioni siano disponibili, quali documenti presentare, a chi rivolgersi, quali costi affrontare e con quali modalità proseguirà l’assistenza una volta rientrati nel Paese d’origine. Iorio sottolinea inoltre la necessità di informazioni in più lingue, risposte rapide, collegamenti efficienti e accordi con assicurazioni e intermediari specializzati.


L’Italia deve rendere visibile l’offerta

La promozione, secondo il presidente di Federterme Confindustria, dovrebbe essere più coordinata e collegare in modo riconoscibile sanità, terme e turismo. Il soggiorno, infatti, non riguarda soltanto il trattamento: può comprendere natura, cultura e tradizioni, purché la prestazione sanitaria resti adeguata alle esigenze della persona.

Il tema è emerso anche a Yerevan, dove si è svolta la conferenza mondiale dedicata al turismo sanitario. L’appuntamento ha riunito rappresentanti dei governi, strutture mediche, imprese turistiche, assicurazioni, investitori e organizzazioni internazionali. In quell’occasione Shaikha Al Nuwais, segretaria generale di UN Tourism, ha indicato il turismo medico come uno dei comparti con l’espansione più rapida.


Numeri diversi, stessa direzione

Le stime sul valore economico del settore non coincidono. Grand View Research valuta il mercato mondiale 34 miliardi di dollari nel 2025 e prevede un possibile arrivo a 126 miliardi entro il 2035. Global Market Insights parte invece da 76 miliardi e indica una soglia superiore ai 170 miliardi nel 2035, con un incremento medio annuo dell’8,4%.

Al di là della distanza tra le rilevazioni, entrambe descrivono una crescita marcata. A sostenere la richiesta concorrono l’aumento delle patologie croniche, il prezzo delle cure nei Paesi più ricchi e il rafforzamento delle strutture sanitarie nei Paesi emergenti, sempre più orientate verso standard chirurgici riconosciuti a livello internazionale.

La Turchia guida oggi la graduatoria per ricavi, mentre la medicina estetica rappresenta il segmento più rilevante. Tra le destinazioni più note figurano anche Thailandia, India, Messico e Corea del Sud. L’Armenia prova a inserirsi in questo circuito e punta a costruire una reputazione internazionale anche attraverso i rapporti con la propria diaspora.


Terme, ricerca e affidabilità

Il comparto termale segue una traiettoria specifica. Il Global Wellness Institute segnala che nel 2025 erano attivi oltre 31mila stabilimenti termali nel mondo, capaci di generare 72 miliardi di dollari. Iorio collega la crescita del settore ai temi della longevità e del benessere, che a livello internazionale aumentano intorno al 10% ogni anno.

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Per l’Italia, il rapporto Isnart realizzato insieme a Federterme attribuisce al turismo termale circa 24 milioni di pernottamenti ogni anno e un valore economico superiore ai 5 miliardi di euro. La componente straniera pesa per il 26,3%: i flussi arrivano soprattutto da Germania e Francia, seguite da Regno Unito, Olanda e Svizzera.

Iorio mette però in guardia dalla sovrapposizione tra strutture termali e semplici centri dedicati ai rituali di benessere. “Le terme hanno un ruolo centrale, sia come pratica medica riconosciuta in diversi ambiti terapeutici sia come potentissimo strumento preventivo e riabilitativo”, afferma. La differenza, spiega, risiede nella presenza di competenze sanitarie, protocolli specialistici e studi sulle proprietà delle acque.


Yerevan cerca il salto di qualità

L’Armenia si propone come destinazione ancora emergente. Nel Paese sono già tre gli ospedali dotati della certificazione internazionale JCI, requisito che permette di accogliere pazienti coperti da un’assicurazione sanitaria internazionale.

Il viceministro della Salute Samvel Kharazyan ha annunciato l’obiettivo di introdurre un’assicurazione sanitaria universale per tutta la popolazione entro tre-quattro anni. Ha inoltre indicato nell’abilitazione dei medici uno degli strumenti principali per consolidare la fiducia nel sistema.

La visibilità di Yerevan resta comunque inferiore a quella di mete già affermate come Turchia, Thailandia, India, Messico e Corea del Sud. Per Iorio, l’elemento più significativo della conferenza è la volontà di costruire una strategia comune per lo sviluppo del turismo sanitario.

La posizione italiana si fonda soprattutto sulla tradizione termale. Federterme richiama l’esperienza maturata nel tempo, l’attività di ricerca e la disponibilità di acque con caratteristiche differenti. Per sostenerne lo studio, nel 2003 è stata creata FoRST, la Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale, impegnata nell’analisi degli effetti e delle applicazioni delle cure termali.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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