Telemedicina e cure a domicilio: la svolta del piano Schillaci
Il ministro indica i risultati raggiunti dal Pnrr e difende il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel contrasto alle disuguaglianze
Sono già più di 1 milione e mezzo gli over 65 seguiti a domicilio, mentre le persone assistite attraverso la telemedicina hanno superato quota 566mila. I dati sono stati indicati da Orazio Schillaci come parte del percorso di rafforzamento dell’assistenza fuori dagli ospedali.
Più cure vicino ai cittadini
Sul fronte delle Case della Comunità, le Regioni hanno certificato oltre 1.200 strutture, superando così il traguardo fissato. Anche i risultati relativi alla telemedicina e alle prestazioni domiciliari, ha sottolineato il ministro, sono andati oltre gli obiettivi iniziali.
Schillaci ha collegato questi interventi al Pnrr e alla necessità di adeguare l’organizzazione sanitaria ai cambiamenti demografici. L’aumento delle patologie croniche e l’invecchiamento della popolazione rendono necessario affiancare alla rete ospedaliera servizi territoriali e assistenza direttamente nelle abitazioni.
Un modello da rendere più equo
Nel suo intervento, il ministro ha definito il Servizio Sanitario Nazionale come un sistema basato su universalità, eguaglianza ed equità. La tutela, secondo Schillaci, deve però diventare effettiva per chiunque abbia bisogno di cure, senza differenze legate al reddito o al territorio di residenza.
«Un sistema sanitario universalistico è un fattore di coesione sociale, protegge le persone nei momenti di maggiore fragilità, riduce le diseguaglianze e contribuisce alla tenuta delle comunità», ha affermato Schillaci nel videomessaggio trasmesso al Festival nazionale dell’Economia civile di Firenze.
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Risorse e liste d’attesa
Nel messaggio il ministro ha inoltre ricordato l’incremento dei finanziamenti pubblici. Il Fondo Sanitario Nazionale, ha spiegato, è salito da quasi 126 miliardi del 2022 a quasi 143 nel 2026.
Tra le misure citate figurano anche nuove disposizioni sulle liste d’attesa e un sistema nazionale di controllo. Lo strumento consente di avere una visione più chiara dei tempi per ottenere le prestazioni e di far emergere le situazioni che richiedono maggiore attenzione.
L’intervento si è svolto nel panel «Un ecosistema che si prende cura». Schillaci ha osservato che il titolo dell’incontro invita a rivedere l’attuale modello assistenziale, spostando progressivamente il baricentro dall’ospedale ai servizi territoriali e domiciliari.
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