8.000Lettori online ora
Salute 4 min di lettura2 ott

Ottobre rosa, cosa resta da fare: screening, cure e ricerca

La diagnosi anticipata ha migliorato la sopravvivenza, ma persistono divari territoriali e forme difficili da trattare: il mese rosa rilancia prevenzione, assistenza e innovazione scientifica.

Il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno torna con campagne, controlli e appuntamenti informativi in diverse città italiane. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione anche oltre ottobre, soprattutto sull’adesione agli screening, sulla qualità dei percorsi di cura e sulle possibilità offerte dalla ricerca.

Negli ultimi decenni il numero delle diagnosi è cresciuto, mentre la mortalità si è ridotta anche grazie all’individuazione precoce e ai progressi delle terapie. Il quadro, però, rimane segnato da disuguaglianze nell’accesso alla mammografia e da patologie per le quali le opzioni disponibili non sono ancora sufficienti.


Screening ancora diseguale

La partecipazione alla mammografia non raggiunge livelli adeguati in tutto il Paese, con difficoltà particolarmente evidenti nel Mezzogiorno. Anche i servizi e i percorsi assistenziali dovrebbero diventare più uniformi e facilmente raggiungibili, così da limitare le differenze legate al territorio.

Tra le situazioni cliniche più complesse rientrano il carcinoma triplo negativo, le forme con metastasi e le neoplasie associate a mutazioni ereditarie. Per questi tumori la prevenzione resta importante, ma deve essere affiancata da studi clinici e nuove strategie terapeutiche.


Controlli più vicini alle persone

Nel 2026 FrecciaRosa raggiunge la sedicesima edizione. Il progetto promosso da Fondazione IncontraDonna e Gruppo FS porta, per l’intero mese, attività di prevenzione su Frecce, Intercity e treni Regionali: dal lunedì al venerdì sono disponibili consulenze oncologiche gratuite con professionisti messi a disposizione da AIOM e si possono prenotare teleconsulti. In alcune tappe sono previste anche visite senologiche ed ecografie di supporto.

A bordo, medici e volontari distribuiscono inoltre il Vademecum Salute realizzato insieme al Ministero della Salute. L’iniziativa punta a raggiungere le persone nei luoghi della vita quotidiana e a rendere più semplice l’accesso a informazioni affidabili e controlli tempestivi.

Komen Italia propone invece “La Prevenzione è il nostro capolavoro”, con la Carovana della Prevenzione e appuntamenti in numerosi centri. Il programma comprende esami e visite destinati anche alle donne che incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi ordinari, oltre a momenti di educazione sanitaria rivolti ai gruppi più esposti alle barriere assistenziali.

Nel calendario di ottobre figurano, tra le altre, Parma, L’Aquila, Salerno e Taranto. Napoli ospiterà Race for the Cure dal 9 all’11 ottobre, mentre Pescara sarà sede della manifestazione dal 16 al 18. A Milano e Monza, dal 3 al 31 ottobre, LILT Milano Monza Brianza organizza il Tour della prevenzione con lo Spazio LILT Mobile, che offre visite senologiche gratuite e, per specifiche età e situazioni, mammografie con tomosintesi. Sono in programma anche giornate informative e incontri aperti al pubblico.


Ricerca e informazione viaggiano insieme

Dal 1° ottobre alcuni mezzi pubblici di Milano, Roma e Torino saranno decorati di rosa. Cartelli collocati sulle maniglie e sulle pareti illustreranno alle passeggere i passaggi dell’autopalpazione e ricorderanno quando effettuarla. L’iniziativa rientra nella campagna Nastro Rosa di Fondazione AIRC.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La mobilitazione serve anche a sostenere la ricerca: nel solo 2026 la Fondazione ha destinato oltre 14 milioni di euro a progetti e borse di studio sul tumore al seno. Le attività nazionali sono accompagnate da iniziative locali, come l’incontro di divulgazione scientifica seguito da un concerto benefico al Teatro Sociale di Como il 3 ottobre, con fondi destinati ad AIRC.

A Chiaravalle, nelle Marche, le gare dell’Atletico Chiaravalle del 4 e del 18 ottobre saranno invece associate alla sensibilizzazione e alla raccolta di contributi per il Nastro Rosa. In questo modo lo sport diventa uno degli strumenti utilizzati per sostenere la conoscenza della malattia e finanziare nuovi studi.


Dopo la diagnosi serve più dialogo

Per le pazienti non è sufficiente ricevere messaggi sulla prevenzione. Restano centrali anche la possibilità di comprendere il rischio personale di una ricomparsa della malattia e il coinvolgimento nelle decisioni sui trattamenti, comprese le conseguenze sulla qualità della vita e gli eventuali effetti indesiderati.

Lo mostra una rilevazione condotta da IQVIA per Novartis Italia su donne con tumore HR+/HER2− in fase iniziale. I risultati, presentati nella campagna “Facciamo squadra”, evidenziano una consapevolezza abbastanza diffusa del rischio di recidiva, ma una conoscenza meno precisa della probabilità individuale e una partecipazione ancora ridotta alla scelta condivisa della terapia.

Più di tre intervistate su quattro affermano di sentirsi ascoltate e accolte dal proprio medico. Tuttavia, soltanto il 24% racconta di avere discusso e definito insieme al curante la decisione sul trattamento.

La campagna, realizzata con ANDOS, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV, mette a disposizione materiali per aiutare le pazienti a preparare il confronto con il gruppo di specialisti. L’informazione, quindi, riguarda non soltanto l’individuazione precoce, ma anche le scelte da affrontare dopo una diagnosi.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere