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Salute 3 min di lettura1 ora fa

Urine e cancro: il nuovo esame raggiunge il 95% di accuratezza

La ricerca di Stanford Medicine analizza l’Rna urinario per riconoscere la malattia e individuare segnali utili a orientare le terapie.

Il dato più rilevante arriva dall’analisi di 683 campioni: la nuova metodica ha riconosciuto correttamente il 95% dei tumori della vescica esaminati. Il risultato, ottenuto da ricercatori di Stanford Medicine e del VA Palo Alto Health Care System, è stato pubblicato su Nature Medicine, ma la tecnologia non è ancora pronta per l’impiego ordinario.

Rispetto agli esami che cercano soltanto la presenza della malattia, questa analisi punta a descrivere anche l’attività biologica delle cellule tumorali. L’obiettivo è capire se le informazioni raccolte possano contribuire, in prospettiva, a scegliere il trattamento più adatto al singolo paziente.


L’Rna mostra cosa accade nel tumore

Il metodo esamina i frammenti di Rna libero, indicati come cfRNA, che vengono rilasciati nelle urine dalle cellule. Queste molecole possono offrire indicazioni sui geni attivi in quel preciso momento e, secondo gli autori, restituire una fotografia del funzionamento del tumore.

La differenza rispetto alle biopsie liquide basate sul Dna riguarda quindi il tipo di informazione ottenuta. Il Dna può segnalare la presenza di cellule malate, mentre l’Rna potrebbe aggiungere elementi sul loro comportamento. Come ha spiegato Maximilian Diehn, professore di oncologia radioterapica alla Stanford Medicine e autore senior della ricerca: «Misurare il Dna tumorale nelle urine può dirci se è presente un cancro. L’analisi dell’Rna può dirci non solo se un cancro è presente, ma anche cosa sta facendo».


Un possibile aiuto nei controlli

Oggi la ricerca e la sorveglianza delle lesioni vescicali si affidano soprattutto alla cistoscopia. L’esame prevede l’inserimento di un endoscopio nella vescica ed è efficace, ma comporta una procedura invasiva che può dover essere ripetuta, soprattutto quando il rischio di una nuova comparsa della malattia è elevato.

L’analisi urinaria potrebbe affiancare gli strumenti già disponibili e rendere più agevole il monitoraggio. I risultati attuali, tuttavia, non indicano che possa già sostituire la cistoscopia: la sua utilità clinica dovrà essere verificata in ulteriori ricerche.

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Segnali sulla risposta all’immunoterapia

Un altro elemento studiato riguarda il trattamento con Bacillo Calmette-Guérin, noto anche con la sigla BCG. Nei campioni raccolti prima della terapia, le persone che in seguito ne hanno tratto beneficio presentavano determinate firme biologiche.

Nei pazienti che non avevano risposto, invece, gli studiosi hanno rilevato segnali collegati a tumori con una crescita più veloce. Se questi risultati saranno confermati, il profilo dell’Rna potrebbe aiutare a valutare in anticipo la probabile efficacia del trattamento e a orientare le decisioni terapeutiche.


Prima servono nuove verifiche

La percentuale ottenuta nello studio rappresenta un risultato incoraggiante, ma non basta ancora per introdurre il test nella pratica clinica. I ricercatori prevedono valutazioni su gruppi più numerosi e in ospedali differenti, così da controllare la solidità della metodologia in contesti più ampi.

Soltanto dopo queste conferme sarà possibile stabilire quanto l’esame possa migliorare la diagnosi, il controllo nel tempo e la personalizzazione delle cure per le persone con tumore della vescica.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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