Super El Niño, l’impatto sul caldo può travolgere 450 mila vite
Il Climate Impact Lab dell’University of Chicago stima un forte aumento dei decessi legati alle temperature estreme, con il Sud del mondo in prima linea e 780 morti aggiuntive attese in Italia.
Le proiezioni dei ricercatori indicano che, se non arriveranno nuovi interventi di adattamento, l’ondata di caldo associata al Super El Niño potrebbe lasciare dietro di sé numeri pesantissimi. Il rapporto parla di una traiettoria che, nel breve periodo, va nella direzione di decine di migliaia di vite in meno e invita a guardare anche agli effetti futuri del riscaldamento globale.
Le aree più esposte al caldo estremo
L’allarme arriva dal Climate Impact Lab dell’University of Chicago e mette al centro soprattutto il Sud del mondo. Nel Sahel, nei prossimi sei mesi, sono attesi 66.800 decessi in eccesso rispetto alla media del periodo 1996-2025; di questi, 31.400 riguarderebbero la Nigeria. Seguono Sudan con 17.500 morti aggiuntive, Niger con 10 mila e Ciad con 8 mila.
Anche altre zone risultano molto vulnerabili. Nel Sud-est asiatico il conto stimato è di 19.400 decessi supplementari tra Filippine, Vietnam, Thailandia e Cambogia, mentre in Indonesia la previsione è di 19.300. Fuori da quest’area, il rapporto segnala 15.800 morti in India e 13.300 in Brasile.
Italia al 49° posto nella graduatoria
Pur non essendo tra i Paesi più colpiti, anche l’Italia rientra nel quadro delineato dagli studiosi. La stima parla di 780 morti aggiuntive e colloca il Paese al 49° posto per impatto sulla mortalità. In totale, tra giugno 2026 e febbraio 2027, le vittime extra attribuite all’aumento delle temperature potrebbero superare quota 451 mila.
Il riferimento è al Super El Niño, fenomeno ciclico che quest’anno viene dato per particolarmente intenso. È iniziato a giugno e, secondo le previsioni, dovrebbe durare fino alla primavera, con effetti che si innestano su condizioni già rese più dure dal cambiamento climatico.
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Un assaggio del clima di domani
Nel periodo considerato, le temperature medie dovrebbero oltrepassare di 1,2 gradi i livelli di riferimento. Si tratta, osserva il rapporto, di una situazione simile a quella che potrebbe diventare stabile fra circa 20 anni proprio per effetto del riscaldamento globale.
A questo si aggiungerebbe un incremento del 44% nelle giornate di caldo estremo rispetto a un anno normale. Per i ricercatori, le temperature eccezionali registrate in questa fase sono una sorta di anticipazione del futuro: oggi possono apparire fuori scala, ma tra qualche decennio potrebbero trasformarsi nella nuova normalità.
"Le proiezioni sulla mortalità a breve termine indicano la direzione che stiamo prendendo se non verranno effettuati nuovi investimenti nell'adattamento", scrivono gli autori del rapporto. E aggiungono che, oltre a intervenire subito, serve una strategia capace di ridurre gli effetti molto più ampi che il cambiamento climatico potrebbe produrre in seguito.
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