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Salute 2 min di lettura6 ore fa

Stanchezza persistente: quando può indicare qualcosa di più

Dalla qualità del sonno alle infezioni, fino alla sindrome da stanchezza cronica: le principali condizioni associate alla perdita di energie nei bambini.

Quando la stanchezza dura oltre sei mesi, non dipende da uno sforzo preciso e non migliora con il riposo, può rientrare nella sindrome della stanchezza cronica, chiamata anche Encefalomielite Mialgica. Una condizione con caratteristiche simili è stata descritta anche dopo un’infezione da SARS CoV-2 e viene indicata come long-covid.

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La durata cambia il significato del sintomo

Nella maggior parte dei casi, la sensazione di avere poche energie compare dopo un impegno fisico o in presenza di un disagio psicologico. Può riguardare anche l’attenzione e la capacità di concentrarsi, oltre alla voglia di svolgere le normali attività quotidiane.

Il pediatra rappresenta il primo riferimento per il bambino e per la famiglia. In base agli elementi raccolti e all’eventuale sospetto di una malattia sottostante, potrà valutare l’invio ad altri specialisti.


Sonno e abitudini possono pesare

Dormire meno del necessario o avere una qualità del riposo insufficiente è tra le spiegazioni più frequenti della stanchezza diurna. Anche l’alternanza delle stagioni e le allergie stagionali possono contribuire al disturbo, soprattutto quando vengono assunti farmaci antistaminici.

Un’agenda troppo ricca di attività può esaurire le energie; al contrario, anche la mancanza di stimoli può accompagnarsi a stanchezza e scarsa motivazione. L’uso prolungato di dispositivi elettronici, videogiochi e televisione può inoltre sottrarre tempo al sonno e favorire la sensazione di affaticamento.


Dalle infezioni all’anemia

Un’alimentazione non adeguata o una carenza di vitamine e ferro possono favorire l’anemia. In questo caso la stanchezza può presentarsi insieme a pallore della pelle e, nelle forme acute, a tachicardia.

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Le infezioni delle vie respiratorie e la febbre provocano spesso un calo di energie temporaneo, destinato a ridursi con la risoluzione dell’episodio. La mononucleosi, invece, può determinare un’affaticamento particolarmente evidente associato agli altri segni tipici dell’infezione.


Quando servono ulteriori accertamenti

Le apnee ostruttive durante il sonno, il russamento e la respirazione rumorosa possono alterare il normale riposo e lasciare stanchezza durante il giorno. Anche l’asma da sforzo può manifestarsi con affaticamento dopo l’attività fisica.

La debolezza può accompagnare alcune malattie del sangue, le patologie infiammatorie croniche intestinali legate all’anemia e alcune malattie cardiologiche, in particolare dopo uno sforzo. Tra le condizioni meno comuni rientrano inoltre i disturbi psichiatrici, i disturbi del comportamento alimentare e l’abuso di droghe o sostanze stupefacenti.

La sclerosi multipla può associarsi a stanchezza insieme a disturbi della vista o della sensibilità, mentre nelle fasi iniziali delle distrofie muscolari possono comparire debolezza dei muscoli e affaticamento.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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