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Salute 2 min di lettura6 giorni fa

Sardegna, l’IA entra nello studio della colangite biliare primitiva

Il progetto dell’Aou di Cagliari punta su dati clinici, genetici e machine learning per anticipare i casi più complessi e costruire cure sempre più mirate.

La Sardegna potrebbe diventare un punto di riferimento per capire meglio la colangite biliare primitiva, malattia autoimmune cronica che colpisce il fegato. A spingere in questa direzione è il progetto dell’Aou di Cagliari, selezionato dal Fellowship Program Gilead 2026.

L’idea è stata costruita intorno a un elemento già osservato dai medici: nel Policlinico Duilio Casula vengono seguiti molti pazienti con questa patologia. Da qui il passo verso una ricerca più ampia, che unisce dati clinici, genetica e strumenti di intelligenza artificiale per individuare prima i casi a maggiore rischio.


Un progetto pensato per anticipare i rischi

A guidare lo studio è Francesco Pes, in qualità di principal investigator. Il lavoro prevede anche un prototipo di piattaforma digitale, pensato per affiancare il medico nelle decisioni cliniche e, in prospettiva, rendere più lineare la gestione dei casi.

Luchino Chessa, direttore di Malattie del Fegato del Policlinico Duilio Casula, ha spiegato che l’obiettivo è integrare i numerosi dati raccolti attraverso Intelligenza Artificiale e Machine Learning. Secondo l’impostazione del progetto, questo dovrebbe aiutare a costruire percorsi di cura più personalizzati.


Perché la Sardegna è un caso speciale

Il progetto si intitola “Fattori genetici e ambientali nella colangite biliare primitiva (Cbp) in Sardegna: verso un modello di medicina personalizzata”. La scelta del contesto non è casuale: per l’équipe, l’ampia presenza di pazienti nella struttura cagliaritana può indicare una frequenza della Cbp più alta rispetto ad altre popolazioni europee.

Chessa ha sottolineato anche un altro aspetto, legato alle peculiarità genetiche dell’isola. Proprio questa combinazione di fattori, secondo i ricercatori, offre un’occasione utile per studiare il possibile peso degli elementi genetici e ambientali nella comparsa della malattia e nella risposta ai trattamenti.


I numeri dello studio e i sintomi da

Il protocollo coinvolgerà 250 pazienti con Colangite biliare primitiva e 100 soggetti sani di controllo. Per ciascun partecipante saranno raccolti dati clinici, immunologici e terapeutici, oltre ai campioni di sangue e alle informazioni sulla qualità della vita.

Quest’ultimo punto viene considerato importante perché la patologia può essere accompagnata da prurito, stanchezza, disturbi del sonno e problemi di concentrazione. In alcuni casi, inoltre, può evolvere verso la cirrosi e l’insufficienza epatica.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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