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Salute 2 min di lettura4 ore fa

Sanità, l’IA analizza cinque milioni di esami all’anno

Stefani di DeepHealth cita gli screening oncologici e la medicina d’urgenza tra gli impieghi già attivi

L’intelligenza artificiale viene utilizzata per analizzare circa 5 milioni di esami ogni anno e può sostenere la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Lo ha spiegato Niccolò Stefani di DeepHealth durante un incontro sulla diagnostica a Milano.

Secondo Stefani, l’IA non serve soltanto a individuare una patologia, ma può anche ridurre il ricorso a procedure non necessarie. Tra gli esempi citati ci sono le biopsie che possono essere evitate quando non risultano indispensabili per valutare un tumore.

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Gli impieghi già attivi

Le applicazioni più diffuse riguardano la diagnostica per immagini. Gli strumenti vengono impiegati negli screening per i tumori della mammella, del polmone e della prostata, oltre che in medicina d’urgenza per riconoscere, tra gli altri problemi, eventuali fratture.

Stefani ha riferito che l’adozione di queste tecnologie sta aumentando rapidamente negli ospedali e nelle strutture sanitarie italiane. Il volume degli esami processati ogni anno da DeepHealth, ha aggiunto, mostra quanto l’uso dell’intelligenza artificiale si stia estendendo nella pratica clinica.


Prevenzione e diagnosi predittiva

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il rapporto tra IA e medicina predittiva. Stefani ha sostenuto che questi sistemi potranno aiutare sia a riconoscere malattie già presenti sia a stimare il rischio che possano svilupparsi in futuro.

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Tra le soluzioni già disponibili, ha indicato un sistema capace di prevedere la probabilità di comparsa di un tumore al seno nell’arco dei cinque anni successivi. L’obiettivo, secondo quanto illustrato, è affiancare la valutazione clinica con strumenti in grado di orientare controlli e approfondimenti.


L’incontro sulla diagnostica

Stefani è intervenuto a Milano all’appuntamento dedicato all’intelligenza artificiale nella diagnostica italiana, organizzato da DeepHealth in occasione del 52esimo congresso nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica.

Il confronto era dedicato al passaggio dall’introduzione delle tecnologie nelle strutture sanitarie alla loro valutazione sul piano clinico. Tra i temi affrontati figurano quindi l’uso quotidiano dei sistemi, gli effetti sui percorsi diagnostici e il possibile contributo alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

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