Sanità digitale, la sfida non è solo tecnologica: cosa è emerso a Roma
All’Università degli Studi Link un confronto tra istituzioni, clinici, ricercatori e imprese sul futuro della medicina digitale, della robotica e dell’intelligenza artificiale.
Rendere davvero utili le nuove tecnologie nella cura richiede più degli strumenti: servono professionisti preparati, strutture capaci di collaborare e regole in grado di accompagnare il cambiamento. È questo il nodo affrontato il 1° ottobre a Roma, durante l’incontro dedicato alla complessità della governance nella sanità digitale, ospitato nell’Aula Magna “Franco Frattini” dell’Università degli Studi Link.
Il confronto ha riunito esponenti delle istituzioni, dell’università, della medicina e delle imprese. Al centro sono finiti il passaggio dalla ricerca all’assistenza, l’impiego della chirurgia robotica e dell’intelligenza artificiale, oltre agli effetti dell’innovazione sull’organizzazione dei servizi e sulle decisioni cliniche.
La tecnologia deve arrivare ai pazienti
Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha indicato nella formazione, nella ricerca e nella cooperazione tra strutture le condizioni necessarie per non lasciare le innovazioni confinate agli ambiti sperimentali. “La chirurgia robotica e l'intelligenza artificiale ci pongono davanti a possibilità straordinarie, ma anche a una responsabilità molto concreta, quella di trasformare il progresso scientifico in un beneficio per le persone”, ha affermato.
Secondo Rocca, chi governa la sanità deve lavorare affinché le opportunità offerte dal progresso siano accessibili e integrate nei percorsi assistenziali. L’iniziativa, ideata da Isabella Selmin, presidente e cofondatrice di Diadema Capital, ha messo in relazione proprio questi diversi livelli: innovazione, competenze, organizzazione e tutela dei cittadini.
Università chiamata a gestire l’incertezza
Ad aprire i lavori sono stati Carlo Alberto Giusti, rettore dell’Università degli Studi Link, Antonio Giordano, professore e componente del Consiglio superiore di sanità, e Francesco Rossi, responsabile della struttura accademica che riunisce le scienze della vita, della salute e le professioni sanitarie dell’Ateneo.
Giusti ha sottolineato che la formazione universitaria non può limitarsi alla preparazione tecnica. L’obiettivo, ha spiegato, è fornire agli studenti gli strumenti per leggere trasformazioni complesse, scegliere in modo consapevole e operare anche quando le decisioni sono condizionate dall’incertezza, una responsabilità particolarmente rilevante nelle professioni sanitarie.
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Dalla sala operatoria alla governance
La prima parte del programma ha esaminato l’utilizzo delle tecnologie nella pratica clinica e chirurgica. Sono intervenuti Pierfilippo Crucitti, alla direzione della Chirurgia toracica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, Luigi Chiariello, docente di Cardiochirurgia all’Università Internazionale UniCamillus, e Vito Del Deo, chirurgo maxillo-facciale e insegnante alla University of Maryland School of Medicine.
Al dibattito ha partecipato anche Robert P. Bentley, docente di pratica professionale al King's College London e consulente in chirurgia craniofacciale e maxillo-facciale presso il King’s College Hospital NHS Foundation Trust. Il confronto ha poi allargato lo sguardo al modo in cui le strutture sanitarie possono adottare le innovazioni senza perdere coerenza nei processi assistenziali.
La sessione sulla governance e sul trasferimento dei risultati scientifici nella cura ha coinvolto Marco De Spirito, ordinario di Neuroscienze all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Stefania Boccia, ordinaria di Igiene e sanità pubblica nello stesso ateneo e vicedirettrice scientifica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, oltre a Enrico Maria Trecarichi, associato di Malattie infettive all’Università degli Studi Link.
Imprese e istituzioni nel confronto
Il punto di vista delle strutture assistenziali è stato portato da Laura Melis, dirigente apicale della Casa di Cura Nuova Villa Claudia di Roma. Per il settore industriale sono intervenuti Andrea Tantalo, responsabile vendite per l’Italia centrale di Intuitive, e gli ingegneri Domenico La Delfa, che coordina l’area dedicata all’intelligenza artificiale di Fora – United Imaging, e Giorgio Sadolfo, imprenditore, responsabile dell’innovazione e cofondatore di Vivia.
La chiusura dei lavori è stata affidata ad Andrea Giordano, capo dell’ufficio legislativo del ministro della Salute. La sua partecipazione ha riportato il dibattito sul piano delle regole e delle scelte pubbliche, decisivo per accompagnare l’introduzione delle tecnologie nella rete sanitaria.
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