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Salute 3 min di lettura1 ora fa

Salute mentale, dieci regole per raccontarla senza stigma

Il vademecum presentato dall’Istituto Superiore di Sanità invita a usare parole precise, verificare le informazioni e separare i disturbi mentali dagli stereotipi sulla violenza.

Raccontare la salute mentale richiede attenzione perché il linguaggio può influenzare il modo in cui le persone vengono percepite e trattate. Per questo l’Istituto Superiore di Sanità ha presentato un decalogo dedicato a chi informa, con l’obiettivo di ridurre stereotipi, discriminazioni e rappresentazioni fuorvianti.

Il documento, intitolato “Informare sulla salute mentale”, è stato illustrato durante l’incontro “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole”, organizzato in vista della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre. Alla sua realizzazione hanno contribuito Rai Per la Sostenibilità – ESG, Ordine dei Giornalisti e Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2. Dal 1° ottobre il testo è consultabile anche in inglese.


Le parole possono creare distanza

Il punto di partenza del decalogo è il rispetto della persona, che dovrebbe essere nominata prima della diagnosi. Sono quindi preferibili formule come “persona con schizofrenia” o “persona che vive con la depressione”, invece di usare il disturbo come se definisse interamente chi ne soffre.

Il presidente dell’Iss Rocco Bellantone ha ricordato che “Le parole non sono mai neutre”. A suo giudizio, possono favorire comprensione e fiducia oppure rafforzare esclusione e paura; per questo il contrasto allo stigma viene indicato come un intervento di salute pubblica e una forma di prevenzione. Il vademecum sconsiglia anche l’impiego improprio di espressioni quali “pazzo”, “matto” e “folle”, oltre ai titoli costruiti per suscitare allarme.


Cronaca, diagnosi e violenza

Uno dei passaggi riguarda il modo in cui vengono raccontati fatti di cronaca. La presenza di un disturbo mentale non va presentata come spiegazione automatica di un comportamento violento, così come non è corretto dedurre una diagnosi da gesti, parole o impressioni personali.

Dati, sintomi, cause e trattamenti devono essere controllati ricorrendo a fonti competenti e attendibili. Le indicazioni comprendono inoltre la protezione della riservatezza e della dignità, il rispetto del diritto di replica e l’ascolto diretto delle persone coinvolte, senza descriverle in modo paternalistico o ridurle alla loro condizione.

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Informare anche sulle possibilità

Il decalogo invita a dare spazio non soltanto alle difficoltà, ma anche alle esperienze individuali, ai percorsi di sostegno, ai miglioramenti e al recupero. Quando possibile, un’informazione utile dovrebbe segnalare servizi, trattamenti e risorse disponibili, così da rendere più semplice orientarsi verso una richiesta di aiuto.

Un altro capitolo riguarda le metafore e gli insulti basati sulla salute mentale. Espressioni come “politica schizofrenica”, per esempio, usano una condizione clinica come sinonimo di incoerenza o imprevedibilità, contribuendo a consolidare un’immagine deformata dei disturbi.


Il ruolo delle persone coinvolte

La partecipazione di chi ha vissuto direttamente un problema di salute mentale è al centro anche della Joint Action europea Mentor – Mental Health Together, sostenuta dal programma EU4Health 2021-2027 e prevista fino al 31 maggio 2027.

L’Iss, nel quadro delle proprie funzioni presso il Ministero della Salute, coordina iniziative contro lo stigma, promuove una cura costruita sulle esigenze individuali e sostiene il coinvolgimento delle persone interessate nella definizione e nella verifica di politiche e servizi. Gemma Calamandrei, direttrice del Centro di riferimento dell’Iss per le scienze comportamentali e la salute mentale, ha sottolineato: “Le persone non siano soltanto destinatarie degli interventi, ma partecipino alla costruzione delle politiche, dei servizi e delle narrazioni che le riguardano”.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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